domenica 26 gennaio 2014

Imbolch


Imbolc (o anche Oimelc) è l’antica festa irlandese,che cadeva tradizionalmente il 1º febbraio,a sottolineare il momento di culmine dell’ inverno proprio nel periodo di mezzo tra il solstizio d’inverno e l’ equinozio di primavera. Poichè il calendario celtico faceva in modo di iniziare il giorno dal tramonto del sole la celebrazione iniziava al tramonto del giorno prima. In origine si trattava, probabilmente di una festa legata alle pecore in quanto il termine Imbolc in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, mentre Oimelc ha come significato “latte ovino”, ma anche pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in effetti in molte località dei paesi celtici questa data è associata alla “Festa della Pioggia”, questo può essere dovuto sia agli effetti del tempo oppure alla necessità di purificazione. In questo periodo nascevano gli agnellini e le pecore producevano latte e questo si traduceva in ricchezza.E’ quindi un periodo di rinascita e speranza poichè gli antichi popoli vivevano ai ritmi della natura seguendo le stagioni.I celti avevano come base la levata di alcune stelle per determinare la data delle feste, nel caso di Imbolch, se non ricordo male era una stella detta Capella della costellazione dell’ Auriga che è facile da individuare per la forma a pentagono,   la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo, colore del grano maturo associato alla Dea Brigh..Questa costellazione ha  in comune con la costellazione del toro la stella Al Nath, e sembra che al periodo dell’equinozio di primavera di circa 2500 anni a.C. le due costellazioni sorgessero assieme.I Celti dividevano l’anno solamente in due stagioni, quella estiva e quella invernale.Gli equinozi e i solstizi dipendono dalla posizione del sole in corrispondenza degli equinozi ma il clima non subiva cambiamenti drastici per questo in riferimento alle  zone interessate dai Celti ma era importante  seguire ciò che la natura scandiva.Tutto questo era segnato dalla levata di alcune stelle. Come nel caso di Imbolch. La loro sopravvivenza era legata ai ritmi degli animali da pascolo e dai frutti della terra. Le esigenze spirituali erano dunque correlate ai tempi della natura stessa la quale andava debitamente onorata e ringraziata.Nulla era dato per scontato, l’ arrivo delle stagioni, i raccolti e tutto quello che era legato alla sopravvivenza era un dono della Madre Terra e delle Divinità che presiedevano la natura.Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg una delle quattro “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò sono alla base di questi festeggiamenti.Se in molti casi il fuoco è visto come purificatore qui si associa al significato di luce,quella luce che nata a yule ora si manifesta nonostante l’ inverno regali ancora il suo gelo e quindi lì’ usanza di purificare gli agnelli facendo attraversare cerchi di fuoco.Le donne dei villaggi celebravano questo momento incontrandosi assieme per ringraziare la Dea della Luce. La fertilità veniva sacralizzata e le donne si spargevano il ventre delle ceneri dei falò per propiziarla.Imbolc rappresentava, infatti, anche l’incontro fra il Dio e la Dea, il Cielo e la terra, il Sole e la luna , il dio cornuto Kernunnos, Brighit: la Triplice..in effetti il Dio Kernnunnos era dotato di corna come il cervo e come il cervo , a primavera lottava per avere la sua compagna a riproduzione della specie .. un chiaro riferimento alle forze vitali che si ripresentano impetuose e volte alla rinascita.Imbolch era sotto gli auspici della Dea Brigit mentre per i romani la Dea Giunone chiamata Februa veniva celebrata alle calende di febbraio.Anche in questo ultimo caso i rituali svolti erano di purificazione col fuoco tanto che per le vie della città si tenevano fiaccolate e processioni.Secondo quanto narra Ovidio,  i Lupercalia furono istituiti da Romolo in ricordo di una grazia ricevuta proprio da Giunone che tra l’ altro è Dea della fertilità, e questa grazia consistè proprio nel rendere fertilile donne che da tempo non procreavano.Questo avvenne grazie ad un oracolo che suggerì di colpire le donne con la pelle di un caprone ..dopo il tempo consueto dei 9 mesi esse partorirono.Un nuovo riferimento quindi alla fertilità e ai caprini . Elementi protagonisti  di questo periodo.Ma i Lupercali hanno anche origine legata al dio Fauno che in questo caso diventa protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. Spesso si pensa che la Candelora sia subentrata a Imbolch imponendosi come festa cristiana e che S.Brigida si sovrapponga e sostituisca l’ immagine di Brigit.In realtà la festa di Imbolch era festeggiata prevalentemente in Irlanda mentre la festa della Candelora ha origine nel bacino del Mar Mediterraneo.Allora per quale motivo le feste coincidono? Aldilà del fattore religioso esse appartengono al calendario astronomico-stagionale e il 1º febbraio è il punto equidistante tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.Di nuovo ci si collega al ritmo delle stagioni e della natura che accomunava i popoli antichi di ogni paese.Brigid nell’Europa celtica era onorata come Brigit, Brighid o Brigantia, Dea del triplice fuoco e infatti il suo nome deriva da Breo cioè fuoco. E’ quindi patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. Figlia del Grande Dio Dagda corrispondeva a Athena-Minerva.Per capire l’ immagine di questa Dea bisogna entrare in quelle che erano le credenze e le usanze dei popoli che la veneravano.Il fuoco era visto come fonte di aiuto materiale ,per far luce ,scaldarsi ecc.. ma anche spirituale e quindi coloro che lavoravano col fuoco e coi metalli si associavano alla figura di semi -dei e a misteriosi personaggi legati alle arti magiche , così come la poesia era una forma d’ arte legata al”fuoco” della creatività.La rima poetica diventava un rito ,un omaggio alle Divinità. A Brigit erano sacri gli strumenti simbolici dello specchio, la ruota del filatoio, la coppa.Lo specchio rappresenta l’ apertura verso il mondo degli iniziati e la divinazione , la coppa il grembo e con essa si svolgono i riti che vedremo e la ruota è la ruota dell’ anno, il ciclo di morte e rinascita. Santa Brigida si sostiene fosse la levatrice di Gesù Bambino e la sua festa si celebra appunto l’1 febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.Nell’Inghilterra del Nord, terra dell’antica Brigantia, la ricorrenza veniva denominata “Giorno delle Levatrici”.La storia dice però che le caratteristiche della dea Bride furono assorbite da Santa Brigida, una suora missionaria omonima (Saint Brigit), vissuta tra il 450 e il 525. A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare dove ardeva un fuoco in suo onore mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache che, a turno, per un ‘ intera giornata lo vegliavano fino la ventesimo giorno quando il fuoco, si diceva vegliato dalla stessa Dea , dopo che il giorno prima la monaca di turno la aveva implorata con una formula rituale. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico secondo cui dopo 19 anni le lunazioni cadranno nella stessa data dell’anno solare.Le tradizioni e i rituali che gravitano attorno a questa festa sono molteplici e rispecchiano diverse correnti … dalle più antiche , a quelle degli usi di determinati paesi a quelle neo- pagane.I più conosciuti sono il letto di Bride delle donne delle Isole Ebridi che si radunano insieme in qualche casa del villaggio e fabbricano un’ immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo sulla posizione del cuore o l ‘ usanza scozzese che si svolge alla vigilia di Santa Bridget quando le donne vestono un fascio di spighe di avena con abiti femminili e lo depongono in una cesta, chiamata il “letto di Brid”, con a fianco un bastone di forma fallica. Poi esse gridano tre volte “Brid è venuta, Brid è benvenuta!”,lasciando bruciare torce e candele vicino al “letto” tutta la notte: la Dea potrebbe lasciare a segno del suo passaggio notturno l’impronta del bastone nelle ceneri del focolare come un presagio di prosperità per i mesi a
venire.


Festeggiare Imbolc


E’ utile purificare la nostra casa e il nostro corpo con il fumo dell’incenso composto da mirra,alloro ,basilico e angelica. Sarebbe utile porci sopra questo incenso assumendo la posizione del pentacolo cioè gambe divaricate e braccia in linea con le spalle per permettere che il fumo sottile pulisca i nostri corpi energetici.Psicologicamente sarebbe ottimale una bella pulizia mentale: la natura si rinnova e anche noi dopo esserci purificati delle scorie invernali ci uniamo al suo risveglio.Non mi soffermerò troppo su questi rituali poichè ognuno segue la corrente che gli è più vicina ma è comunque tradizione benedire le candele da usarsi durante l’ anno.


Sarà opportuno accendere un incenso per purificare la casa e fare un bagno o comunque lavarsi mani piedi e viso, Secondo un usanza da me conosciuta preparare un cestino e chiamare la Dea dicendo:”Brigida ,Brigida entra il tuo letto è pronto” . vicino si porrà una candela bianca opportunamente purificata e vestita con olio di verbena e altre vicino alla finestre seguendo le opportune precauzioni contro incendi e danni similari mi raccomando.All’ interno del cesto riporre un quarzo ialino che il mattino dopo va posto all’ ingresso in un vaso con dei fiori… ci proteggerà l’ abitazione tutto l’anno.Il bagno potrà essere completo in questo caso sciogliere in acqua un cucchiaino di miele,3 gocce di o.e. di arancio,e porre un ambra e un quarzo in vasca.Il tutto alla luce di candele verdi.(vanno bene le tea-light).Pensando alla Dea lasciate che l’ acqua assorba tutto ciò che di negativo vi ha lasicato l’ anno passato e apritevi al nuovo . Al termine del bagno asciugati e vestiti mettete al centro di 3 piccole candele poste a triangolo un calice con del latte che offirete alla Dea dicendo : “Questo latte a te Dea offro/ per la ricchezza di cui la natura mi ha nutrito /per l’ amore di cui l’ universo mi avvolge/questo è il mio ringraziamento/ con esso mi purifico/ con esso ti rendo omaggio” Si può offrire il latte alla terra dopo averne bevuto un sorso. Oppure accendere 8 candele che fueri escono da un contenitore d’ acqua … la fiamma della creazione esce dal grembo materno e 8 è il numero dell’ infinito.Coi bambini si può scrivere una poesia di lode alla luce e alla primavera e infine cucinare cibi adatti alla circostanza … “vedere magia in cucina”.Si può intrecciare con giunchi la croce di Santa Brigida e porla in casa in un luogo alto…si possono intrecciare spighe dopo averle ammollate in acqua per renderle morbide e unite da fili rossi e gialli.Le braccia della croce devono avere la stessa lunghezza.Per concludere ricordo che l’ albero che i Celti associavano a questa festa era la betulla.


A parte qualche frammentaria notizia tratta da wikipedia i dati qui riprodotti hanno come fonte notizie avute da testimonianze orali e dallo studio antropologico e storico di base comune a tutti i libri di storia, la preghiera è personale mentre le usanze sono postate in quasi tutti gli articoli riguardanti imbolc e le feste della ruota dell’ anno.A titolo indicativo cito il calderone magico.


PRANZO DI IMBOLC
Gnocchi fiocco di neve
Fare dei normali gnocchi di patate ( con un chilo di farina), cuoceteli e poi imburrare una terrina o una pirofila e disponendovi uno strato di gnocchi che ricoprirete con fette sottilissime di fontina, un pò di panna e cospargerlo di Grana Padano grattugiato. Ripetere gli strati allo stesso modo arrivate all’ ultimo strato dove aggiugere fiocchi di burro. Coprite e mettete a gratinare in forno per pochi minuti, mettere la terrina in forno per cinque minuti alla massima temperatura.
Cofanetto magico di verdure ideale per i vegetariani (e non solo)
2 zucchine
1 melanzana
1 peperone
1 cipolla



2 cucchiai di olio d’oliva
4 pomodori
origano
timo
pasta sfoglia,uova
sale, pepe
Tagliate le zucchine e la melanzana a fettine (fate perdere loro l’ amaro). Private il peperone dei semi e affettatelo: fate rosolare tutte le verdure con la cipolla a fettine e poi aggiungete i pomodori tagliati l’origano e il timo( se li gradite sennò ci sono ottime miscele di erbe in vendita). Aggiustate di pepe e di sale e fate cuocere per 10 minuti, sgocciolate e fate intiepidire. Preriscaldate il forno e foderate con la pasta una tortiera e ponendovi le verdure tiepide. Volendo si possono aggiungere uova sbattute e poi chiudere e saldate i bordi con altra pasta frolla avendo cura di bucare per evitare bolle d’ aria. “Lucidate” il tutto con un altro uovo sbattuto e concludete la cottura . Io ho evitato l’ uso di uova e ho modellato il tutto nella forma del cofanetto della foto.
Potete concludere il pranzo di Imbolch con un’ ottima torta di bianca ricotta.


Sardegna Terra Magica

 La sardegna , terra di antiche culture e tradizioni conosce bene questa antica credenza che assume diverse denominazioni a secondo le località: come ocru malu nel nuorese, ogru malu nel logudorese lu di l’occi nel sassarese e i metodi per annullarne gli effetti attraverso preghiere dette Brebius.
Il significato di brebu è “parola” e in questo caso assumono la caratteristica di parole magiche, gli scongiuri, le frasi capaci di proteggere gli uomini dai malefici e dai fastidi, di ottenere favori e guarigioni nonchè di eliminare” l’ogu malo”.
Ci sono Brebus diversi per varie circostanze quindi ed essi contegono preghiere quali il Padre Nostro, l Ave Maria e il Credo, in una fusione tra il pagano e il cristiano.
Associate alle preghiere si usano spesso elementi naturali quali grano, olio, sale e acqua ecc.
Questi rituali sono e devono rimanere segreti pena la perdita della loro efficacia, e vengono tramandati assieme ad alcuni elementi naturali e arnesi dalla guaritrice alla sua allieva.
Alcune tradizioni vogliono che la guaritrice non chieda compenso ma è premura del”paziente” ripagarla con un dono o una ricompensa secondo gli antichi dettami magici che sono appliccabili in ogni settore esoterico e divinatorio secondo la regola in cui ogni dono dell’ universo deve avere il giusto ringraziamento perchè le energie siano in equilibrio.
Altri elementi d’ uso sono l’ occhio di S. Lucia , la carta e il carbone.Per ottenere risultati il rito va ripetuto da un minimo di tre ad un massimo di nove volte e in alcuni casi gravi è previsto l’intervento di tre diversi guaritori.
Queste “formule magiche” hanno effetto anche se recitate a distanza e senza la presenza della persona colpita ma è utile che la guaritrice abbia qualcosa che appartenga al malato.Naturalmente sarà poi cura del “malato” riferire alla guaritrice del buon esito del rituale in caso contrario il malocchio è troppo forte o di vecchia data ed è necessario ripetere il rito.
Tra i diversi modi per eliminare l’influenza negativa il più diffuso consiste nell’ uso di un bicchiere d’acqua e di alcuni chicchi di grano.
Dopo aver chiesto il nome della persona la guaritrice recita le dovute preghiere. Se questa è stata effettivamente presa d’occhio, il chicco di grano galleggia e se verticalmente si formano delle bollicine sulla sua superficie e si mette a girare c è presenza dell’ influenza nefasta,se il malocchio è molto forte le bollicine scoppiano.
Altro modo per diagnosticare la malattia o negatività si avvalle dell’ uso di filo da cucito bianco col quale si procederà a misurare la persona interessata.Si provvederà quindi a controllare che l’altezza della persona corrisponda alla misura dell’apertura delle sue braccia, se si verifica che c è uno squilibrio si procede al rito di guarigione che cambia secondo le usanze della zona.Normalmente si recita una preghiera e si taglia il filo, si brucia e si recita il Credo.
I Brebus possono essere usati anche per scacciare o annullare effetti negativi di altre situazioni non riconducibili al malocchio quali fenomeni naturali come grandine, temporali ecc…oppure per eliminare pericoli ecc… certo che è richiesta una grande fede nella pratica di questi riti da parte di chi li richiede e se si tratta di bambini piccoli o animali la fiducia deve essere sentita da parte dei genitori o dal proprietario dell” animale.
USO DEGLI AMULETI
L’uso degli amuleti sardi atti a scongiurare il male e le disgrazie si perde nella notte dei tempi.
I materiali più utilizzati a tale scopo sono le conchiglie come nel caso della conchiglia che contiene un mollusco detta ‘pietra di Santa Lucia’(dalla caratteristica forma di occhio umano), che aveva potere taumaturgico su orzaioli,calazi,altre malattie degli occhi e della zona oculare e contro il malocchio,e le sferule di roccia nera, l’ ossidiana soprattutto come uso a pendente poichè nella forma sembra riprendere il globo oculare.C’ era l’ uso di preparare un amuleto, nella zona di Oristano, con foglie o legno di palma, che tenuto al collo era in grado di sconfiggere ogni tipo di male.
Ai neonati veniva preparato un amuleto demoninato su coccu dal bisantino kokkus=granello con lo scopo di proteggerli. Infatti veniva ritenuta molto delicato il momento in cui si esponeva la vista del bambino alla comunità.Poteva essere una pietra o un nastrino atto a proteggere e che assorbiva tutta la negatività destinata alla vittima . Appena arrivava un attacco , se forte, il coccu si poteva rompere deviando su di sè l’ energia negativa.
A queste pietre e gioielli si affiancava l’ uso di nastrini e oggetti in argento finemente lavorati inoltre da storiche notizie del1400 e 1500 si è informati dell’ uso del rosario a scopo prottettivo.Questi gioielli erano tesori di famiglia e venivano tramandati.

Domus De Janas

Le Domus de Janas (case delle fate ) sono tombe scavate nella roccia. Si trovano lungo tutto il bacino del Mediterraneo, ma
particolarmente in Sardegna dove si possono trovare sia isolate che in grandi concentrazioni costituite spesso da più di 40 tombe.
Ne sono state ritrovate più di 2.400 con una densità di circa una per ogni chilometro quadrato e molte rimangono ancora da scavare.Collegate fra di loro da passaggi formano delle necropoli.

Le loro origini si stimano ai tempi della diffusione della cultura di Ozieri ma sono riconducibili probabilmente alla cultura di Bonu Ighinu (Neolitico medio 4000-3400).
Le genti di cultura di Ozieri si diffusero su tutta la Sardegna nel Neolitico finale (3200-2800) provenendo molto probabilmente dal mare. Era una comunità laboriosa e pacifica, dedita all’agricoltura. La loro religione aveva una corrispondenza nelle lontane isole Cicladi e comprendeva l’ adorazione del Sole e del Toro, simboli della forza maschile, della Luna e della Madre Mediterranea, simboli della fertilità femminile. Statuine stilizzate della Dea Madre sono state spesso rinvenute nei luoghi di sepoltura. All’ interno delle tombe sono state ritrovate statuette in alabastro o calcare o marmo rappresentanti la divinità femminile, simbolo della fertilità, ceramiche, punte di freccia e oggetti in ossidiana e selce. Come gioielli collane di denti di cinghiale e di volpe, pendenti in quarzo, bracciali e anelli di rame.
Il cadavere veniva collocato in posizione fetale poichè vi era la speranza in una rinascita dopo la morte dono del potere fecondatore della divinità maschile il Dio Toro e femminile la Dea Madre.Il ‘janu’, fem. ‘Jana’, era la tipologia dell’ indigeno sardo che aveva come caratteristica una struttura fisica minuta ma regolare e proporzionata con un’ altezza al di sotto della media.
Nel leggendario la jana è la figura di una strega che si fonde con quella di una fata.
Queste piccolissime fate vivevano nelle domus de janas e nelle loro uscite notturne, in assenza della luna, si recavano a pregare presso i templi nuragici ed erano costrette a percorrere sentieri ripidi e ricoperti di rovi, per vedere il sentiero si illuminavano rendendosi così visibili. Ciò avveniva in assenza di luce per non rovinare la loro pelle tanto candida.Secondo le credenze di alcune regioni,se ci si avvicinava alle caverne che loro abitavano erano capaci di stendere un velo bianco che ricopriva l’intera pianura incantando di meraviglia il viandante , il quale veniva rapito da nani crudeli che facevavano da servi alle janas.
Erano affiancate dalle muscas maceddas orribili creature-insetti con testa di pecora, un occhio solo al centro della fronte, denti aguzzi, ali corte e, sulla coda, un pungiglione velenoso che avevano il compito di proteggere il tesoro delle janas.
Infatti secondo la leggenda, possedevano telai d’oro, setacci per la farina fatti d’argento con i quali tessevano splendide stoffe e preparavano un pane più leggero dell’ostia e accompagnavano il loro lavoro con un bellissimo canto che nelle notti silenziose dava conforto ai viandanti solitari.
A Tonàra, Isili e Asùni vivono in caverne e assumo l’immagine di tipiche streghe malvagie che rapiscono i bambini. La loro regina, Sa Jana Maìsta, assale gli uomini che transitano vicino alla sua grotta per succhiargli il sangue e poi rinchiudersi nella caverna e partorire dei figli.
A volte proteggono le grotte naturali, e i vecchi edifici e alcune erano in grado di predire il futuro, quelle che abitavano i nuraghi avevano l’ aspetto di gigantesse dagli enormi seni.
( Alcune di queste informazioni sono tratte da Wikipedia)


Bruja

(brùsa, bru(i)xa è una parola di origine spagnola che indica prevalentemente una strega
dalle caratteristiche di donna misteriosa,libera e selvaggia.
Queste donne affascinanti possono essere madri, mogli, amanti durante il giorno e creature magiche di notte.
Il fatto di essere donne di popoli la cui origine è legata al fuoco, all’ aria e al vento fa si che il loro potere sia pari al loro splendore che le lega agli elementali e il loro percorso spirituale si accompagna proprio alla natura.
In Sardegna gli elementi naturali di acqua e fuoco diventano più che mai sacri , come ad esempio nel caso dei pozzi sacri dove le streghe si radunano in cerchio: Pozzi che vantano poteri magnetici e terapeutici chiamati anche templi a pozzo, che sorgevano quasi sempre in corrispondenza di una fonte dove i nuragici praticavano il culto delle acque, elemento fondamentale della loro religione,. Probabilmente questi riti erano collegati alla fertilità della Dea Madre terrestre e alla Luna considerata la Dea Madre celeste.Questi pozzi sembra siano stati costruiti secondo un particolare orientamento astronomico: il sole si rifletterebbe in alcuni pozzi sacri, durante gli equinozi primaverili ed autunnali e in altri, invece, durante i solstizi estivi ed invernali. Inoltre la luna ogni 18 anni e mezzo raggiunge la sua massima declinazione e andrebbe a specchiarsi esattamente dentro il pozzo attraverso la sua apertura.
Tra i loro poteri le bruje sarde hanno quello del contatto con gli spiriti degli antenati, l’ uso di erbe e pozioni che rafforzavano con gesti e antiche formule che venivano tramandati, e ancora oggi è così, nella segretezza secondo arcane tradizioni.Questi poteri vengono passati da una strega che cede i propri poteri, i propri strumenti e le proprie formule a un altra donna, figlia o nipote, raramente una nuora, se non ci sono donne in famiglia a cui cedere la magica eredità la bruja adotta spiritualmente una ragazza da una famiglia numerosa e questa prendeva il nome di fill’eanima.
La Bruja vista in senso più dispreggiativo assume , in alcune zone della Sardegna , il nome di Is Cogas che vuol dire cornacchia.
Le coga si sposavano raramente e non avevano il fascino delle Bruje, erano quindi streghe viste in senso dispreggiativo
Le mamme e le nonne per difendere il loro neonato dalle Is Cogas,per precauzione, mettevano sotto il letto dove dormiva il bambino due spiedi a croce appoggiati su un treppiede rovesciato: in questo modo distraevano le Is Cogas.
Oppure si posizionava una falce rivolta verso l’alto, nella porta di ingresso.Così come in altre zone di Italia si posizionava davanti alle porte e alle stalle una scopa di saggina.La coga avrebbe passato tutta la notte a contare i denti della falce così come le streghe di altre zone avrebbero contato i fili di saggina della scopa, in questo modo la strega sarebbe stata impegnata tutta la notte e non avrebbe avuto il tempo per compiere alcun malefizio. A volte per proteggere il piccolo si usava mettere vicino alla culla un rosario benedetto e un bastone di canna, altre volte le forbici aperte o del sale.
Poichè la Coga agiva col favore delle tenebre ci metteva tutta la notte a contare i grani del rosario e quindi all’ alba fuggiva senza essere riuscita nel loro scopo.

Pannas e Abbaccadora


Le leggende narrano che quando una donna moriva di parto era soggetta a diventare Pana o lavandaia in quanto il decesso era avvenuto in un momento particolare della sua esistenza considerato “impuro”.
Le Panas avevano le stesse sembianze che avevano da vive e potevano essere scorte lungo i ruscelli posti ai crocevia, fra l’una e le tre del mattino, mentre lavavano i panni del parto macchiati di sangue e le fasce della loro creatura,cantando una tristissima ninna-nanna. Mentre facevano questo non dovevano parlare o interrompere il lavoro altrimenti dovevano ricominciare daccapo il tempo del loro lavoro. Questa maledizione durava dai due a i sette anni.
E’ credenza popolare che non si debbano lasciare i panni dei neonati stesi ad asciugare dopo il tramonto perchè le panas potrebbero disturbare il loro sonno, inoltre se le Panas venivano disturbate da qualcuno mentre erano intente a lavare, esse si vendicavano spruzzandogli addosso acqua bollente, che scottava.
Misteriosa è la figura della Abbaccadora cioè colei che termina, che nei tempi addietro era la persona addetta a praticare l’ eutanasia.Essa aveva il compito di occuparsi sia delle nascite quale levatrice sia della morte che con l’eutanasia applicava solo a scopi umanitari.
Ufficialmente faceva altri lavori (contadina,sarta ecc) e la notte veniva chiamata dai familiari dell’agonizzante per far cessare le sofferenze.Molti antropologi non ritengono che siano realmente esistite le abbaccadora ma altri riferimenti alle pratiche di eutanasia simbolica o attiva si ritrovano anche in altri ambiti del Mediterraneo.
Altro rito che veniva compiuto per facilitare il decesso da parte dell’ abbaccadora era quello di togliere dalla stanza del moribondo tutte le immagini sacre e tutti gli oggetti a lui cari con lo scopo di rendere più semplice e meno doloroso il distacco dello spirito dal corpo poichè il gesto dell abbaccadora era considerato dalla comunità come un gesto amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi alleviando la sofferenza di chi non poteva essere curato :lei era considerata l’ultima madre.(Alcuni stralci dell articolo sono tratti da wikipedia ma molto è stato fatto grazie alla collaborazione di una splendida Bruja sarda).





sabato 25 gennaio 2014

Pentacolo o Stella a 5 punte

Il pentacolo è un simbolo rappresentato da una stella a cinque punte chiusa in un cerchio.  Può essere composto di materiali vari: pietra, legno, vetro, metallo, argilla ecc.
Alcuni pentacoli sono in uso per  l'altare, magari ricamati o dipinti sulla tovaglia stessa, e altri per essere indossati.
Il suo uso è per la protezione, invocazione, bando o consacrazione. Sull'altare concentra le energie dei cinque elementi al suo interno,in modo di caricare gli oggetti che vi sono posti sopra.  
Nei rituali viene tracciato nell'aria con incenso, athame o anche con le dita, per richiamare o bandire gli elementi, visto che ogni punta ne rappresenta uno. 
Generalmente lo schema è questo:  

Spirito: punta superiore
Aria: punta superiore sinistra
Acqua: punta superiore destra
Terra: punta inferiore sinistra
Fuoco: punta inferiore destra



Vi sono i pentacoli di attrazione e di bando. Eccone le figure base:

 




Dalle immagini  si può notare la posizione degli elementi, da esse si comprende come si possono tracciare i pentagrammi per ogni singolo elemento:
Si parte sempre dalla punta in alto ( lo spirito , per toccare l' elemento interessato) oppure seguendo lo schema qui sotto:





Per finire è utile rammentare che il pentagono rammenta il corpo dell' uomo e che se portato con una punta in alto simboleggia la vittoria dello spirito sulla materia, viceversa , con due punte in alto la vittoria della materia sullo spirito.

 

lunedì 13 gennaio 2014

Luna del Lupo di Gennaio

La Luna di gennaio è la Luna del Lupo (o Luna calma, Luna della neve, Luna fredda, Luna casta, Luna brillante o Luna del piccolo inverno). Per questi animali è un momento di scarsità del cibo e poichè sono molto uniti si muovono a branchi verso i villaggi e si aiutano fra loro per il sostentamento.I lupi sono quindi molto solidali tra loro e rimangono per tutta la vita nella stessa famiglia vivendo in funzione del branco sia per sopravvivere, sia per l’affetto, la conoscenza e il sostegno morale. In solitudine si abbandonano alla morte.Questa luna è quindi dedicata alla famiglia, ringraziamo la Dea per il dono di averne una e ricordiamoci dei membri più anziani e dei nostri avi che sono in un altra dimensione.




Per festeggiare questa Luna del Lupo,che ci ricorda il senso del gruppo e della famiglia sarebbe bello poter vestirsi color bordeaux.
Componiamo un incenso a base di olibano, lavanda o pino e rosmarino.
La candela adatta è  rosa intenso.
Poi  alziamo la coppa e facciamoci riflettere la luna ,
sentiamo , 
attraverso il vento i messaggi della Dea: 

Se il vento viene da sud sarà l' amore il tema toccante di questa luna. Tagliamo una mela in orizzontale e proclamiamo un desiderio, offriamola alle divinità.
Se il vento soffia  da ovest affidiamo il nostro pensiero ai defunti.
Se il vento spira da est prepariamoci al nuovo.
Se  vento soffia da nord occorre non fare richieste ma affidare i nostri bisogni alla Dea. Lei sa ciò di cui abbiamo bisogno, sempre, noi qualche volta no!

Preghiamo per il gruppo e la famiglia.

Accendendo l' incenso:

Luna piena, la Dea Madre, in questa sacra notte,lascia, per un attimo , il sonno invernale.
Nel cielo stellato giunge e rifulge, Regina di ogni regno, per benedire i figli suoi.
E questa tua figlia/o ti attende, per onorarti

Si accende la candela e si dice:

Alberi di bruma imbiancati, le luci del cielo danzano tra i vostri rami, la luna si riflette tra i ghiacci del lago, le Parche ricamano fili d' argento rubati alle nubi dipinte dalla luce della luna..  
Giungono i lupi,
ma io non temo 
essi portano i messaggi dei tempi antichi,
degli Dei. 
Possa unire la mia benedizione alla vostra o Divino Padre o Divina madre, perchè benevolenza discenda sulla nostra famiglia, sui nostri fratelli , sulle nostre sorelle!

Beviamo l' acqua lunare pregando la Dea e onoriamo gli Dei tutti con biscotti dolci e a mezzaluna e beviamo succo di mela.

Congedo e ringraziamento:

Oh  dolce  Dea della Luna,grazie di aver accompagnato la mia sacra danza, per la tua presenza costante e amorevole. Grazie o Dei che sempre accanto a noi restate nella notte più buia, alla luce del Sole che si affaccia ai cancelli delle tenebre,al giungere del giorno.
Grazie o magici elementi che scandite la vita , fedeli custodi.
(offerta di miele e dolci al piccolo popolo).
A voi la lode , a voi il grazie in questo congedo.

 

sabato 11 gennaio 2014

Valore dei Nodi

Ci sono situazioni nella vita che si definiscono ingarbugliate. A volte tutto si complica a causa dei  problemi che un individuo ed il suo ambiente creano. L' insieme di nodi si trasforma in un groviglio con un grosso nodo centrale  detto “Gordiano” .


Per chi non conoscesse la storia, il nodo gordiano era il nodo con il quale Gordio stringeva il giogo al carro consacrato a Zeus. Tagliare il nodo gordiano significa "tagliare" coi propri problemi. ma la tradizione insegna che la matassa va disfatta e non tagliata, ben viene raccontato in una leggenda che narra le tradizioni del Medio Oriente:  chi sarebbe stato in grado di sciogliere il nodo gordiano avrebbe potuto conquistare l’Oriente. Alessandro Magno, tentò nell’anno 333, tagliando il nodo con la sua spada dichiarando "È la stessa cosa tagliarlo o scioglierlo." Alessandro conquistò l’Oriente, ma  tagliando il nodo perse tutta la corda ,poichè i pezzi rimasti furono inutilizzabili.
Oltre al nodo principale vi sono poi moltissimi nodi, anteriori e posteriori. E' come quando si ingarbuglia una matassa. I nodi e i grovigli bloccano il lavoro. Tagliare il nodo e non disfarlo va a intaccare quindi anche le possibilità offerte dalla vita stessa.
E' la riflessione sul perchè si sono creati i nodi e la pazienza di disfarli che darà la giusta consapevolezza che porta a una nuova crescita interiore.
I metodi per sciogliere i nodi sono molteplici. da un cammino interiore che permette all' individuo di lavorare con  un punto psicologico, alla consapevolezza acquisita con un cammino interiore positivo, all' uso di preghiere e parole chiave.
I nodi in magia sono importanti e usati fin dal medioevo. In essi si può concentrare energia per incantesimi futuri, energia che si potrà sprigionare allo scioglimento dei nodi stessi. :

Con il primo nodo, l'amore si presenterà.                                              

Con il secondo nodo, l'amore comincerà.

Con il terzo nodo. l'amore fiorirà.

Con il quarto nodo, il mio cuore all' amore  si aprirà.

Con il quinto nodo, la passione si scatenerà.

Con il sesto nodo, l'amore rinsalderà.

Con il settimo nodo, l'amore confermato sarà.

Questo incantesimo ho suggellato,

l'amore vero ho trovato,

l' amore è confermato.

Così sia.


I nodi si usano in vari modi e per vari motivi. la scala della strega ne è un esempio:

La Scala della strega è  costituita da una corda annodata o da capelli, e costituisce normalmente un incantesimo con un specifico intento magico nel centro. Il numero di nodi e di fascino, gli oggetti simbolici in essa intrecciati, variano a seconda della natura e dell’ effetto dell’ incantesimo stesso. Vi sono ovviamente anche versioni "nere" della scala della strega, come quella costituita da un intreccio a ghirlanda e piume nere da porre sotto il letto della vittima.
Per costruire una scala, ovviamente "bianca", con un benefico intento, occorrono normalmente piume, perle, campanellini, bottoni, pezzetti di legno, conchiglie, sassolini ecc.. in un numero di 9 e di diverso colore.
I fili della scala vanno intrecciati inserendo gli oggetti scelti e annodandoli intonando una cantilena....
Nodo potente, la strega ti crea, plasma potere e qui lo racchiude, tu sei primo nodo , da te la partenza che inneggia alla potenza... ecc...
Alla fine la "scaletta" può rimanere " aperta "  o divenire una ghirlanda.
I nodi sono potenti, se si usano per vincolare l' unico modo per sciogliere l' incantesimo è slegarli oppure riportarne  l ' energia in un cavo simile e poi scioglierlo.
Il valore simbolico dei nodi è preso in considerazione anche dalla religione cristiana che ripone speranza di "sciogliere i nodi della vita attraverso la bella orazione alla Madonna dei nodi. Ovviamente può sembrare un controsenso parlare in un articolo di magia di una preghiera cristiana. Eppure in questo caso può essere molto utile! essa mette in evidenza la forza di certe energie e come la forza simbolica di alcuni elementi sia potente. Raccomando a tutti un uso prudente nell' uso dei nodi. Un rituale, ad esempio, come quello di Santa Sara Kalì, atto a legare una persona,può portare il mandante a gravi colpi di ritorno. Molto meglio usare l' energia dei nodi alternandola all' uso di erbe o di pietre colorate, allo scopo di portare benessere e protezione.
Alcuni maghi usano una corda personale, consacrata in luna piena, la quale è personale, ed ha lo scopo di concentrare potere.

Per tutti, specificando che è una preghiera e non un rituale magico posto la preghiera della Madonna dei 7 nodi e un breve cenno della sua storia.

La Madonna dei 7 nodi si riferisce a un ritratto in cui Maria scioglie ii nodi in un nastro assieme ad alcuni angeli. Pare che all' origine del quadro ci sia il voto di un nobile, che attorno al 1600, vedeva una grave crisi profilarsi all' interno del suo matrimonio.
L' immagine è molto amata dall' attuale pontefice che, sembra, si rivolga quotidianamente alla Madonna dei nodi con una bella preghiera.
Vi sono anche parecchie novene, con il compito di sciogliere i nodi particolari, giorno per giorno, presenti nella vita di chi la recita.

PREGHIERA A MARIA CHE SCIOGLIE I NODI



Madre di Gesù e Madre nostra, Maria,
Santissima Madre di Dio,
Tu sai che la nostra vita è piena di nodi, piccoli
e grandi.
Ci sentiamo soffocati, schiacciati,
oppressi ed impotenti
nel risolvere i nostri problemi.
Ci affidiamo a te, Madonna di Pace e di Misericordia.

Ci rivolgiamo al nostro Dio Padre
per Gesù Cristo nello Spirito Santo,
uniti a tutti gli Angeli ed ai Santi.
Maria Incoronata da dodici stelle,
che schiacci con i tuoi santissimi piedi la testa
del serpente
e non ci lasci cadere nella tentazione del maligno.
Donna gloriosa,
la luna ed il vento sono subordinati al tuo volere:
liberaci da ogni schiavitù, confusione e insicurezza.

Dacci la Tua grazia e la Tua luce, per vedere nelle
tenebre
che ci circondano e seguire la giusta strada.
Madre generosa,
Ti presentiamo supplichevoli la nostra richiesta
d' aiuto
Ti preghiamo umilmente: sciogli i nodi dei nostri
disturbi.