martedì 31 dicembre 2013

Pianeti e Numeri del 2014

La luna "battezza" questo 2014 che inaugura con una coincidente luna nuova.
La cosa si fa più marcata se si pensa che essa avverrà a mezzogiorno del 1à gennaio, esattamente 12 ore dopo Capodanno.
Il 12 è il numero che ci da previsioni proprio per i prossimi 12 mesi!

Il 12 è un numero Femminile, pari, negativo e pentagonale. Un numero naturale si considera pentagonale se  il numero stesso rapportato a unità , ad esempio  palline,  possono essere disposte a formare i lati di pentagoni,vi è comunque una formula per calcolare i numeri pentagonali









In numerologia, il  12 è un numero karmico: simbolo del sacrificio e della  fatica fisica e morale,  racchiude, in successione insieme il primo e il secondo numero della serie.

Il tempo è scandito dal ritmo del 12: 12 mesi, 12 ore di giorno e 12 ore di notte, 12 segni zodiacali, 12 tribù di Israele  e i profeti minori
e 12 apostoli, ed è la somma dei primi numeri pari (2+4+6).
12 erano i cavalieri della tavola rotonda.
Il quadro astrale di quest' anno si apre in maniera particolare con una croce cardinale (ancora non ben definita).
L' Italia ne risentirà per gli aspetti di Sole e Luna, Mercurio e Plutone  e Giove opposto alla Decima Casa. Questo porterà una insofferenza ancora maggiore. L' Euro sarà al centro dell' attenzione e infatti il 12 si ripresenta anche in questo campo essendo 12 i paesi che hanno aderito all' Euro stesso. Attendiamo il grande trigono del 2015 tra segni di fuoco.
Nel frattempo su piano individuale saranno fortunati i Gemelli seguiti dai segni di fuoco
mentre necessitano cambiamenti per segni di terra. La Dea bendata bacerà i segni d' acqua aiutati da Nettuno.

venerdì 20 dicembre 2013

Fate dell' Agrifoglio

La Fata dell' agrifoglio è figlia dell' inverno, quando la terra dorme per rigenerarsi, lei spunta felice a portare un pò di colore tra la neve o i grigiori dell' inverno.
Sorella delle fatine della neve, ha gli occhi azzurro cielo e come tutte le fate non ha ali vere e proprie ma un energia che si espande e le permette di muoversi, allegra e festante tra i fiocchi di neve e le fate dei ghiacci e cristalli.
Si distingue per la luce verde e tenue e se si mostra sembra una bambina con una sciarpina rossa. 
Allegra e danzante dispensa protezione e doni.
Trovare una bacca di agrifoglio sulla neve o lontano dalla pianta indica che la fatina vuole farvi un omaggio, se raccogliete la prima bacca dell' anno ci sarò una sorpresa in arrivo o  potrete realizzare un desiderio...basterà tenerla in mano,visualizzare il desiderio e soffiarci sopra tre volte.
Questa fatina adora i boschi e passeggia soave in compagnia di cerbiatti, assieme alla fata della neve che si distingue da lei perchè  vestita di bianco con un manto blu.
Accompagna i fiocchi di neve, osserva curiosa i preparativi che gli umani fanno per Yule. Ascolta e danza ai canti dei rituali e aspetta che qualcuno pianti un agrifoglio nel proprio giardino per poterlo abitare e proteggere la casa e il giardino che la ospita.
Come tutte le creature del piccolo popolo adora che gli si dedichi un pensiero, un canto, un dolce... miele, biscotti e nocciole sono doni ideali assieme a poesie e trilli di campanelli...
Ricordiamoci degli elementali, essi sono presenti, e ogni tanto ci aprono il loro mondo fatato per ricordarci della eterea sostanza di cui sono fatti i sogni, per farci sentire vicino agli Dei e parte dell' universo.

martedì 17 dicembre 2013

Luna Piena Del 17 Dicembre

Stamattina alle 10: 30 circa si è compiuta l' ultima luna piena del 2013 . Essa riguarda l' asse Sagittario - Gemelli ed è simbolo di morte e rinascita, visto anche il periodo del Solstizio/Yule.
Il Sagittario è segno di fuoco e i Gemelli aria. La potenza e il calore che si slanciano verso l' infinito. Il portale verso l' altra dimensione si apre attraverso il Sagittario. 
Questa luna riguarda anche un segno dimenticato, Ofiuco, il 13° segno mai calcolato.L' uomo che porta un serpente. Per molti Ofiuco è  il dio della medicina, Asclepio il  figlio di Apollo.
Il serpente ha molti simbolismi tra cui quelli legati al segno dello Scorpione. 
Lo Scorpione è segno particolare che istiga l' uomo a riflettere per poter guardare dentro se stesso. Per questo punge Orione, per spingerlo a purificarsi dal veleno, dandogli l' occasione di cambiare tutto il suo essere, il suo percorso verso l' elevazione. Ed è il serpente stesso che cambia la pelle per innalzare la propria energia e rivestire un nuovo spirito.
Asclepio trae insegnamento da Chirone, il Sagittario che è segno che segue lo scorpione.
E' l' invito si questa luna: rinnovarsi, morire nel grigiore di questa stagione, per rinascere rinnovati.

sabato 14 dicembre 2013

Nevicata in Egitto

Le Parole hanno in sè una vibrazione, il modificare le posizioni delle lettere o leggere al contrario una parola per ottenerne un ' altra ha un' elevato potere energetico. Sono concetti molti difficili, che si comprendono di più con l' uso della tecnica che non con una spiegazione modesta che fatico a dare (non lo nego).
Parlando di neve che è caduta in persino in Egitto, vediamone il significato esoterico. Se la si traduce in ebraico si ottiene la parola Sheleg. Al contrario, secondo l' uso delle lettere ebraiche, si ottiene Galash cioè "ribollire"
Le 3 lettere che la compongono sono legate al numero 3:

 300 (Shin)
 30 (Lamed)
 3 (Ghimel)

E rimescolate danno una nuova parola: Violare,fare qualcosa di immorale.

La neve nella Bibbia è vista sia come simbolo della lebbra, come simbolo di biancore dovuta al pallore della malattia, sia come ravveddimento dai peccati e come purezza.
Abbiamo il candore freddo e il potere del fuoco, il peccato e la purezza morale.
Così è il ciclo della neve:

é ghiaccio , col caldo si scioglie e diventa acqua che evapora per tornare ad essere neve. 
Il ciclo del numero 9 ottenuto dalla somma del 333. Infatti era dal 1901 che ciò non accadeva una simile nevicata all' est (punto cardinale di aria, comunicazione, dove sorge il sole): 
1 la partenza, 9 il ripetersi dell' evento, 0 il tutto e il niente, 1 un nuovo inizio.
E il tutto al 13 dicembre, giorno magico per eccellenza.Quindi in prossimità della festa di Chanukha che avviene in inverno, nel periodo della “neve” e dell’”oscurità”.  
Il 13° angelo in ordine alla cabala, Iezale,l è posto sotto la guida dell' arcangelo Michele ed è l' angelo della conciliazione e della gloria divina, mentre l' angelo del 13 dicembre è Nanael, posto sotto il patrocinio dell' arcangelo Hesediel. Il suo compito è di collaborare con gli altri angeli che dominano il focoso segno del sagittario.Esso da caratteristiche di impulsività ma anche di amore, lealtà e indipendenza, contrapposte alle caratteristiche dell' antagonista di Nanael, l' entità oscura Abadir che porta al narcisismo e alla mancanza di comunicazione e all' ignoranza.
Il messaggio lo possiamo dunque noi stessi interpretare: senza troppi programmi aprire il cuore e cercare la conoscenza con lealtà. E' il ciclo del tempo che ci riporta alla torre di babele, alla confusione, da cui però nasce la chiarezza , grazie alla collaborazione dei 6 angeli del segno che costruiscono , letteralmente, un castello di grazia e purezza.

Se poi questo ciclo si perpetua in modo da canalizzarsi verso l' elevazione spirituale o verso la caduta è scelta di ognuno.

(fonti : la Bibbia, la cabala,e motori di traduzione per le parole in ebraico).

venerdì 13 dicembre 2013

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Venerdì 13

Le origini della superstizione del venerdì 13 si basano su origini antiche . Sembra che  Eva  tentò  Adamo proprio di Venerdì, giorno in cui ebbe inizio anche il Diluvio Universale.Inoltre Venerdì è il giorno della morte di Gesù.Lucifero era angelo del pianeta venere associato a questo giorno.Per quello che riguarda il numero 13 la prima cosa che viene in mente è l’ultima cena di Cristo dove c erano 13 invitati.Venerdì 13 ottobre 1307 i Cavalieri templari vennero arrestati e molti di loro finirono al rogo.Il 13 è associato , nei tarocchi , alla fine di un ciclo, alla morte .Infatti il 13 spezza i cicli perfetti.I 12 mesi dell’ anno, i segni zodiacali sono resiirregolari dall’ aggiunta di di un 1.. è quindi  numero imperfetto tra numeri perfetti così come il 17.Sulle lapidi delle  tombe, i romani  incidevano  VIXI che significa ” ho vissuto “quindi sono morto che nel Medioevo venne confusa con XVII, il 17 secondo il sistema numerico romano.Secondo l’antico testamento, il diluvio universale  ebbe inizio  il 17° giorno del secondo mese e concluse il 17 del settimo mese.Per l’ Italia il giorno 13 ,venerdì non è considerato di cattivo augurio grazie al famoso “13″ della schedina.Il 17 ,invece ha cattiva fama in quanto sulla smorfia è associato a disgrazia.
La parascevedecatriafobia è la fobia del Venerdì 13.

13 Dicembre Magico

Oggi è Santa Lucia ed è il 13 dicembre, "la notte più lunga che ci sia" o " a Santa Lucia
il giorno più corto che ci sia" detti popolare tramandati da secoli. Un tempo si calcolava che il solstizio cadesse a ridosso  di questa data.  Poi  il calendario di Giulio Cesare ebbe a essere riformato nel 1582 da parte della Chiesa. In pratica ci fu un "slittamento" di giorni. Dal 4 ottobre, se non ricordo male, si passò al 15 ottobre (9 giorni).
Fatta questa premessa,vediamo questo particolare periodo energetico.
Il 13 dicembre dista 9 giorni da Yule, momento nel quale si "attiva" l' albero dei desideri. Il 13 è il cambiamento, la morte e la rinascita e il 9 è numero che supera la creazione. Dopo 9 mesi la gestazione giunge al termine e nasce nuova vita. Esso è la reincarnazione, fisso ma immutabile: la tabellina del nove lo dice, il risultato dei suoi numeri è sempre 9. Quindi porta sempre a sè stesso.
In questo giorno dipartono le coincidenze  dei mesi del nuovo anno.
Il periodo è in fase di preparazione dal capodanno celtico; Sahmain.
I veli con gli altri mondi si squarciano, cala il sipario e si apre la porta al mondo invisibile.
Da qui partono i misteri legati al natale, al presepe e i suoi personaggi, che in parte abbiamo già visto, alle varie ricorrenze, alcune delle quali cristiane, ma che amo citare poichè, racchiudono sempre radici e storia pagana.
Nelle tradizioni dell' antica Roma si celebravano feste in onore di Demetra / Cerere, Dea Madre e dispensatrice,portatrice delle stagioni,era lei che veniva invocata per riportare la luce nell' oscurità dell' inverno.Da qui l' abitudine di mangiare prodotti a base di grano, in onore di questa Dea legata anche ai lavori agricoli.
In seguito la festa è diventata i Saturnali , dedicata al Dio Saturno, Dio della semina. I festeggiamenti si tenevano dal 17 al 23 Dicembre subito seguiti dal Solis Invicti
Per capire questa festa alle riti e origini va ripercorsa la storia in base ai Misteri Eleusini.

Essi erano  la rappresentazione del mito del rapimento di Persefone. Portata via alla madre Demetra dal re degli Inferi, Ade, discendendo all' inferno. Ricercata dalla madre , la quale smuove tutti gli Dei alla "ricerca " della figlia, al punto di "gelare" la terra pur di riaverla.  Nella ricerca della figlia,aiutata da Ecate, Demetra si imbatte nel figlio del Re degli Eleusi ,che essa voleva rendere immortale con la forza del fuoco, a cui esponeva il bambino ogni sera. Ma i riti furono interrotti dalla madre del piccolo che una notte irruppe nella stanza. Adirata contro i mortali e la loro fragilità, Demetra prosegue la ricerca della figlia.Fino a trovarla e rendere la terra senza frutti finchè  essa non le fosse restituita. Ma persefone era ormai sposata e in una sorta di accordo, siglato dai semi di melograno, avrebbe vissuto 6 mesi con la madre e la terra sarebbe stata ricca di calore e colori, di frutti e di allegria, e 6 mesi con lo sposo, e la terra si sarebbe "addormentata" in
mesi freddi e invernali in attesa del ritorno di Persefone. Ecco l' alternarsi delle stagioni. La figura di Demetra si associa, come Santa Lucia, al grano, visto che è la Dea dei campi e dell' agricoltura,E' lei che dona i cerali agli uomini, che insegna i lavori agricoli, e inoltre cede i suoi occhi e diventa cieca per scendere negli inferi e ritrovare sua figlia. Le analogie con Santa Lucia sono ben chiare se si tiene presente che Lucia significa in fine "Luce".

martedì 10 dicembre 2013

Yule

Yule è la magica notte di rinascita ,Re dell’Agrifoglio, simbolo di oscurità e di vecchiaia 

ingaggia la battaglia con  Re della Quercia che simboleggia la 

luce.Ricomincia il ciclo della 

vita che esploderà in primavera.Ma fin da ora avanza con il 

suo lento cammino,nascosto dai 

ghiacci,ma presente.E il calore è quello dell’ atmosfera, delle 

antiche tradizioni.A Yule, il 

sole prende pausa, sembra apparentemente fermarsi,,, è il 

momento della battaglia tra 

oscurità e luce.Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, numero della carta dei 

tarocchi che rappresenta il mondo,ma diventa visibile 3/4 giorni dopo, a causa del moto 

inverso apparente del sole.In effetti  questo periodo  è stato spesso associato alla nascita del

 ” Re Divino” in molte tradizioni ed epoche. Secondo la tradizione norrena si onorava il Dio 

Freyr con il sacrificio di un maiale mentre per i celti era il solstizio d' inverno. 

Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. La chiesa di un tempo, vedeva come 

i pagani sentissero questa festa e nel tentativo si sdradicare la ricorrenza della nascita del 

Dio Sole/Mitra soprappose quella di Gesù.Ma il Cristo è comunque una figura 

salvifica,associata alla luce e all’ amore.La sua luce intensa non si discosta da quella salutare 

del Sole. Ed ecco la grande luce.. 

La ricorrenza vede il  sovrapporsi di queste feste senza contrasti, le tradizioni fondersi senza 

ostacolarsi..L’ albero di natale e il presepe vicini,usanza pagana e cristiana che convivono.La

 vigilia assume momento forte e magico nella conoscenza.E in alcuni luoghi si diceva, che chi

 nasceva in questa magica notte avesse arcani poteri.  Per gli antichi romani era il Sol 

Invictus (“Sole invitto”) o per meglio dire Deus Sol Invictus (“Dio Sole invitto”)  appellativo 

religioso usato per tre divinità diverse: El-Gabal, Mitra e Sol.Culto di antiche origini 

orientali,che vede alcune città d’Arabia e d’Egitto celebrare una festa dedicata al trionfo della

 luce sulle tenebre, con particolare attenzione alla  nascita del Dio Aîon dalla vergine Kore.Fu 

Marco Aurelio Antonino, imperatore romano che essendo di origine Siriana e, per diritto 

ereditario,alto sacerdote del Dio sole di Emesa, sua città d’origine, a iniziare il culto nella

 città eterna. Domiziano fissò le feste dette Saturnali (del Dio Saturno) dal 17 al 23 dicembre,

 festa che in Grecia antica era dedicata al Dio kronos,(Saturno).(alcuni dati sono tratti da 

wikipedia,l’ enciclopedia libera). Per i  Sassoni era Modranect : la notte della Madre, il 24 

dicembre, il 25 si onorava la Dea.I simboli cristiani e pagani si sovrappongono, ed è rimasto

 vivo l’ uso dei sempreverdi, del vischio, dell’ albero decorato ,dei regali (la tipica strenna 

natalizia deriva dalla parola strēna,di origine sabina) che  ci si scambiava nelle feste  dette 

Saturnalia.I sempreverdi quercia e pino fanno da protagonisti ed ecco l’ usanza di bruciare 

un ceppo di quercia tagliato e decorato.Esso era , per gli antichi inglesi simbolo del ritorno 

della luce, tanto che un pezzo di ceppo veniva conservato quale amuleto di buona 

 fortuna.Oggi non sempre è possibile avere il ceppo di quercia, il caminetto ecc.. ma ci sono

 valide alternative anche per chi vive in appartamento.Non sarà difficile procurarsi un ramo 

di pino o quercia e decorarlo, applicargli  tre candele secondo la nostra intenzione:Se 

vogliamo onorare la triplice Dea useremo i colori tradizionali:Bianca (la fanciulla)Rossa (la

donna)Nera (l’ anziana)oppure i colori solari:Verde, gialla-oro, nera.

Si possono consacrare con chiodi di garofano e olio ess. alla rosmarino, mirra, noce 

moscata, cannella,camomilla  o cedro.

Decoriamo sia l’ interno che l’ esterno della casa.Un bel centrotavola fatto da noi con rami di

 pino, vischio, agrifoglio,edera, arance profumate con i chiodini di garofano, mele e grano o 

mais.Usiamo la farina come se fosse neve.. sul tronchetto, sul centrotavola e sulla ghirlanda

 che simboleggia la ruota dell’ anno.Non dimentichiamo il tipico ramo dei desideri di Yule.

Nove giorni prima del solstizio occorre procurarsi un ramo secco che andrebbe pitturato con

 vernice color oro. Poichè amo il naturale,e specie in magia più si usa elementi puri e 

naturali, meglio è, l ho semplicemente ricoperto  con una spruzzata di farina e qualche 

brillantino.Bisogna  porlo all’ entrata di casa nostra di modo che ogni persona che entra 

possa scrivere su dei foglietti i propri desideri, che poi legherà al ramo con dei nastri 

colorati.Nove giorni dopo si accenderà il fuoco di Yule e il ramo verrà sistemato sulla legna 

da ardere.I desideri, bruciando, saliranno col fumo sempre più in alto, fino a raggiungere

gli Dei e, forse, verranno accolti ed esauditi.Una variante dell’ albero di Natale è decorare un

  pino con elementi tipici di Yule (fettine di frutti fatti seccare, lucine colorate, decorazioni e

 nastrini secondo fantasia) e poichè il pino ,che come tutti i sempreverde sopravvive a
rigori 

invernali,  rappresenta la Dea, si può conservane un pezzo per tracciare un cerchio magico 

intorno alla nostra casa.

: RITUALE :.

Si prepara l’altare con sempreverdi: pino, rosmarino, alloro, ginepro e cedro, foglie 

secche.Il calderone può stare sull’altare o di fronte a noi con all’ interno una candela color 

oro. A questo punto recitare una preghiera per la Dea e il Dio mentre si osserva la fiamma.

Venti gelidi ci circondano,

nel sonno la natura è sprofondata

e il ghiaccio l’ ha racchiusa nel suo cuore.

Ma come arde questa candela

così vive il calore  dell’ amore divino

palpitante tra le viscere della terra.

Onore a te grande Dea,

Onore a te che hai generato, nel gelo,

la nuova vita che riporterà luce e forza.

Benvenuto fecondo Dio,

apportatore dei benefici raggi solari e di fecondità,

con la tua sposa ti accolgo,

avvolta nel tuo calore gioisco..

Nel buio di questa lunga notte medito sapendo che nuova luce mi aspetta per illuminarmi 

nuovi cammini..


(Strega Fata degli Incanti).

Girate attorno al calderone in senso orario:

La ruota gira, il potere si innalza, la vita continua il su magico percorso,si perpetua e si 

rinnova!

domenica 8 dicembre 2013

7 Dicembre Sant' Ambrogio

Aurelio Ambrogio è nato probabilmente a Treviri nel 339-340  ed è morto a Milano nel 397.


E' stato vescovo (un pò controvoglia) e uno scrittore per poi divenire un santo romano, tanto che la Chiesa cattolica lo considera tra i quattro massimi dottori della Chiesa, assieme a san Girolamo, sant'Agostino e san Gregorio I papa.
Con san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono Milano, della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte. La basilica a lui dedicata ne conserva le spoglie.
Molte leggende fiorirono attorno a questo Santo.
Sembra che la piazza dove è edificata la sua Chiesa in Milano, fosse stata luogo di battaglia tra il Santo e il diavolo. La prova è la colonna eretta nella piazza stessa e fornita di 2 fori, impronta delle corna del diavolo che vi si sono impiantate.
Il diavolo fece fatica  a svincolarsi e lasciò il segno. La tradizione dice che mettendo 2 dita nei fori si ottenga fortuna (con tutto il brontolare lasciato dal diavolo ho i miei dubbi) e che è possibile "origliarci " per sentire i rumori del fiume infernale, lo Stige. Qualcuno dice che l'odore di zolfo si diffonde nell'aria a segnale che il demonio sta andandosene... lasciando dietro a sè l'inconfondibile emanazione.
Questa zona nel IV secolo era un cimitero, per questo si dice che a Pasqua, il carro di Satana sia lì visibile per trasportare  le anime dei defunti agli inferi.
In realtà detta colonna nulla a che fare col diavolo, ma è stata rappresentativa di giuramento per gli Imperatori Germanici, i quali la dovevano abbracciare a simbolo della propria rettitudine e giustizia nel governare. E qui l' attributo di buona fortuna ci potrebbe stare, ma nulla vieta di seguire la leggenda e provare ad annusare nello spazio attorno alla colonna... ma attenzione: l' immaginazione gioca scherzetti...
Molto meglio dedicare l' attenzione al serpente in bronzo posto in una colonna della navata centrale. Portato, sembrerebbe da Arnolfo da Arsago, arcivescovo milanese, attorno all’ anno mille, dopo averlo prelevato da un monumento al centro dell' ippodromo di Costantinopoli. 
Il mito dice sia stato forgiato addirittura da Mosè,per scacciare i serpenti velenosi e salvare chi era colpito dal loro morso. Ma ciò che conta sono le sue virtù terapeutiche specie nel campo delle malattie intestinali e dai vermi. Basta toccarlo si diceva... e la leggenda prosegue narrando che esso si scioglierà alla fine del
mondo per tornare là dove ebbe origine.

Ma i racconti sul Santo proseguono e sono innumerevoli : dallo sciame d' api che lo avvolse entrandogli in bocca quando era ancora in culla, alla sua apparizione nella battaglia di Parabiago a sostegno di Luchino Visconti che combatteva contro Lodriso Visconti. 
Tanto che una chiesa fu edificata in merito all' episodio : chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria.
E ancora: il riconoscimento di uno dei chiodi della croce di Cristo, appeso ora sopra l' altare maggiore del Duomo in Milano.
A proposito del chiodo vi è un racconto particolare che si lega un pò alle tradizioni magiche. Conosciamo tutti le preghiere, le segnature in cui si nomina Santa Elena che getta in mare un chiodo per sedare una tempesta. Il chiodo in questione era uno dei 4 chiodi della croce di Cristo rinvenuti da sant'Elena Imperatrice durante il suo viaggio in Terra santa nel 327-328.
E' stato poi quello rinvenuto da Sant' Ambrogio, nella bottega di un fabbro che non riusciva a raddrizzarlo dando vita a scintille eccellenti.
Ed è con la Nivola, un marchingegno progettato, sembra , dal grande Leonardo, che ogni anno, al 13 settembre permette di raggiungere il Chiodo Sacro e un frammento della Croce di Gesù,al Vescovo che celebra la  processione.




Tipica manifestazione antica milanese è il mercatino degli Oh bej! Oh bej! risalente al 1288 quando la festa di Sant' Ambrogio era ancora sita a Santa Maria Maggiore.
Agli inizi del 1500 il fervore per la chiesa era andato diminuendo e l' incarico di conquistare l' affetto dei milanesi per il papa fu dato a tale Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, il quale distribuì doni ai bambini dando origine alla tradizione che vedeva tra l' altro enormi file di castagne -caldarroste unite da un filo (firunatt”) mostarda e castagnaccio.

mercoledì 4 dicembre 2013

Santa Barbara - 4 Dicembre

Santa Barbara è venerata come santa e martire  sia dalla Chiesa cattolica che dalla Chiesa ortodossa. Nota per essere protettrice contro i fulmini, le esplosioni e la morte violenta e improvvisa. E' la patrona dei vigili del fuoco, dei minatori, di chi maneggia  o opera con esplosivi, degli armaioli e di chiunque svolga attività  in cui si  rischi di morire di morte violenta e improvvisa Protettrice della Marina Militare Italiana, delle armi di Artiglieria e Genio,dei geologi, dei montanari, dei lavoratori  in miniera e in attività  petrolifere, degli architetti, degli stradini, dei cantonieri, degli artisti che svolgono opere sommerse e dei campanari, dei campanili, di torri e fortezze. Per questo motivo gli esplosivi in gran quantità ed i luoghi dove vengono conservati sono spesso chiamati "santabarbara" proprio  in onore della santa protettrice. Invocata e venerata in Svizzera, in Spagna, nella ex Cecoslovacchia, in Egitto, in Belgio, in Olanda, in Inghilterra, in Austria, in Germania, in Romania e in Francia. Patrona a A La Plata in Bolivia, a Bolivar nell’ Equator e a Majorca.
Della vita di questa Santa non si hanno notizie certe, si sa originaria di  Nicomedia, ove ora si trova il porto della Turchia, da dove partì per giungere in Italia a Scandriglia, in provincia di Rieti.
Secondo una leggenda, il padre Dioscoro era di religione pagana, mentre la madre era cristiana, e fu così che Barbara seguendo l' esempio della mamma si convertì. Durante l' assenza del padre fece aprire una terza finestra alla torre che il padre fece costruire per lei. L' intento del padre era di proteggerla, durante la sua assenza da eventuali corteggiatori con intenzioni poco serie. Le tre finestre erano state poste a simbolo della SS: trinità. 
La cosa fece infuriare il padre, che grazie al suo intuito, capì che la figlia aveva una nuova fede.
Tra l' altro Barbara trasmise alla sua amica Giuliana l' intento di convertirsi.
A questo punto il padre decise di denunciare Barbara al magistrato romano. La condanna fu tortura e decapitazione. Qui avvennero segni tangibili preludio della santità di Barbara. Le fruste divennero piume di pavone, ma la futura santa morì comunque decapitata, seguita dal padre che fu esecutore della condanna, che morì bruciato da un fulmine.
Da questa leggenda nacque la venerazione di Santa Barbara contro i fulmini e la morte improvvisa.
Per questo il popolino e non solo, si rivolge alla santa con questo breve:

"Santa Barbara Benedetta, liberaci dal tuono e dalla saetta".

Santa Giuliana da Nicomedia, fu invece denunciata dal fidanzato al quale impose il veto di convertirsi pena l' annullamento delle nozze. Figlia di un funzionario imperiale, era promessa a un prefetto di nome Eusebio. E' molto venerata in Campania ed è patrona delle partorienti.

Ricordo a tutti che Santa barbara, come altri Santi è stata inserita in alcune preghiere a scopo di legamento dell' amato. Esse fanno parte della Santeria Cubana, e dietro le figure di santi e sante si celano entità potenti. Raccomando a tutti il massimo rispetto e di evitare l' uso "leggero" di tali pratiche. Ovviamente ognuno è padrone delle proprie scelte ma è corretto specificarlo. 
Tornando a Santa Barbara ho reperito una tradizionale preghiera di uso dialettale, premetto che
 l' ho trovata sul web e non so la fonte precisa per cui se, involontariamente, avessi violato qualche copyright basterà farmene segnalazione e provvederò alla tempestiva rimozione. Detta la dovuta premessa la formuletta è questa:

“Santa Barbara affaccia, affaccia

che ci passano tre galere,

due di acqua e una di vientu,

Santa Barbara fa buonu tiempu”.

Una tradizione in uso nelle campagne e molto poetica era quella di prendere dei rami di alberi da frutto, in genere pesco e ciliegio, tagliarli, visto che è giorno di potatura, e immergerli in acqua. 
Il giorno dopo metterli in un vaso accanto al presepe e cambiargli l' acqua ogni tre giorni. In questo modo a Natale dovrebbero fiorire....

Auguri a tutte le Barbara

domenica 1 dicembre 2013

Significato Numerico-Esoterico Del Gioco Dell' Oca


Il gioco dell'oca è un di gioco da tavolo tradizionale con un percorso estremamente semplice,per il quale si usano dadi e pedine e in cui il vincitore è scelto dalla sorte.
In realtà è un gioco antico, a scopo didattico - spirituale. Esso ripercorre il cammino spirituale dell' uomo avvalendosi di simbologie e numeri.
Ci sono diverse versioni: da 63 o 90 caselle, ma alla fine è sempre il numero 9 alla base (6+3=9  9+0 =9). Il 9 è il numero della reincarnazione, del rigenerarsi . Il 9 non si trasforma, ritorna sempre al suo stato iniziale. Ben note sono le regole matematiche contenute nelle tabelline :  9- 18 (1+8 =9)- 27  (2+7 = 9).. ecc.. e il 9 si ritrova spesso nel gioco.

Anche l' oca è un animale sacro è simbolico, tanto che gli antichi romani avevano dato il compito a questo animale di guardare e proteggere il tempio di Giunone nel celebre colle del Campidoglio.
Abbinata spesso alla donna in senso poco pregiativo, in realtà è simbolo da connettersi alla Grande Madre,e animale guida per l' aldilà secondo i Celti. Una guida che rimane impressa nella simbologia del gioco quale accompagnatrice verso la conoscenza dell' Io.
Gioco antico che da notizie di sè nel XVI secolo quando  Ferdinando I De' Medici fece dono, con esito felice, del nuovo gioco dell'oca a Filippo II Re di Spagna. 
Da allora il gioco si diffuse con tante varianti fino a giungere a noi.
Nelle varie caselle, che ripercorrono il percorso umano, vi sono caselle positive e caselle "negative" di fermo, paga pegno e ritorno. Esse rappresentano le vittorie e le difficoltà della vita con le eventuali conseguenze.
Un riferimento al gioco lo si ritrova nel romanzo " Il testamento di uno stravagante di Jules Verne"(Le Testament d'un excentrique, 1899). Racconta di uno strano  testamento che mette in palio una straordinaria somma fra sette contendenti, mettendoli nella condizione di dover partecipare a una gara in cui gli Stati Uniti si trasformano un gigantesco tabellone del gioco dell'oca. Oca che ne gioco appare 7 volte cioè  ogni 9 caselle, numeri sacri che riprendono il percorso sacro  dell' uomo, dei cicli della sua vita.

Le caselle che si incontrano nel gioco hanno significati sia per il numero che per il disegno.

Innanzitutto vediamo i lanci coi dadi: Chi ottiene 3 e 6 col primo lancio va subito alla casella 26. Chi ottiene 4 e 5 col primo lancio va subito alla casella 53.
Il 9 che porta all' otto , l' infinito , il susseguirsi.
Entrambi distano dalla casella 63 un numero preciso: il 26 dista  37 caselle  (3+7=10 = 1 e il 53 che ne dista sempre 10 dal 63, l' uno è numero perfetto da cui tutto ha inizio.
Come si deve è un mosaico perfetto in cui nulla è lasciato al caso. 
Casella 6: Il Ponte.  Chi entra in questa casella paga il pegno  e salta immediatamente in avanti alla casella 12.
E' la prima fase , la voglia della libertà, dell' avventura e dello sperimentare del bambino che cresce e, in fretta, arriva al 12, momento in cui si apprende, sperimenta e si incontrano le prime difficoltà della pubertà.


Casella 19: L'Osteria . Chi  entra in questa casella paga il pegno e sta fermo un turno o due, secondo le  versioni
Il fermo è positivo , il giovane si ferma per valutare, per poter scegliere, in modo consapevole, cosa fare della sua vita. Ma il lato negativo è il pericolo di lasciarsi andare all' irruenza dell' età e scivolare nei vizi. Il fermo è qui negativo, e bisogna saperlo superare.

Casella 31: Il Pozzo. Chi entra in questa casella paga il pegno  e sta fermo finché un altro giocatore venga al suo posto a liberarlo oppure, secondo altre versioni, va in Prigione alla casella 52.
Una crisi di identità, un momento imprevisto e l' immaturità porta al cambiamento ( il 31 al contrario si legge 13 la morte). Alla 52, la prigione ci si ravvede (5+2=7) e si ricomincia. Sono poche le possibilità di cedere il proprio posto ad un altro. Ognuno diventa responsabile di sè.
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Casella 42: Il Labirinto. Chi entra  in questa casella paga il pegno e torna nella casella dalla quale è arrivato oppure, secondo altre versioni, torna indietro di 12 caselle, alla casella 30.
Il ravvedersi, porta a una scelta , a rivedere i propri passi per ricominciare al meglio.

Casella 52: La Prigione o L' Arca. Chi entra in questa casella paga il pegno e sta fermo finché un altro giocatore venga al suo posto a liberarlo oppure, secondo altre versioni, finché tirando i dadi non ottiene un 5 o un 7.
Di nuovo un intoppo e finchè non si giunge alla perfezione, al capire il perchè di certi ostacoli, rivedendo il proprio schema mentale e la propria coscienza non si potrà andare avanti.
Il 5 è l' unione del Divino con l' umano, il ritrovarsi a faccia a faccia con la realtà.

Il 7 numero magico e perfetto.

Casella 58: La Morte o La Tomba. Chi entra in questa casella paga il pegno ma non può proseguire e ritorna all'inizio del gioco.
Si era alla fine e bisogna andare a un nuovo inizio, la morte prevale per una nuova rinascita.
Nel buio del tunnel c' è appunto la luce di nuova vita.

Non mi soffermo su altre caselle minori. Interpretare questo gioco diventa difficile visto le grandi chiavi che custodisce. Ma il significato esoterico trapela e può dare uno spunto di riflessione, rimane comunque un bel gioco , ideale per Yule e per divertire , e perchè no, portare spunti di riflessione a tutta la famiglia. Anche le versioni con 90 caselle portano comunque questi concetti con sè. Nel complesso si può dire che essa è l' interpretazione della vita dell' uomo nei vari cicli di incarnazione.

Buon Divertimento...