sabato 30 novembre 2013

Calendario Pagano Di Dicembre

-01 Dicembre,Fate un calendario dell'avvento di Yule assieme ai vostri bimbi, usando colori , pigne e simboli del periodo. Contate ogni giorno con una benedizione e un pensiero che porti a riflettere.
-02 Dicembre, Acquistate o procurate il fiocco rosso per il ciocco di Yule.
-03 Dicembre, Festa di Merlino.
-04 Dicembre,Cominciate a cercare e preparare pigne, rami e decorazioni per Yule.
 -05 Dicembre, Faunalia dedicata a Fauno.
-06 Dicembre, - Festa di Renenet dea-cobra del Basso Egitto, specie nella regione del Fayum. Essa proteggeva le donne durante il parto.
-07 Dicembre, Preparate l' albero di natale con simboli pagani, simboli del sole, cuori, mele, pezzi di arancio secchi, cerbiatti e leprotti, piccole campanelle per richiamare gli spiriti e le fate.
-08 Dicembre, Festa d’Inverno dei Quattro Elementi.
-09 Dicembre,Fate delle collane di semi e di popcorn e appendetele fuori casa per nutrire gli uccelli.
-10 Dicembre, Cominciate a comporre una preghiera per i defunti da recitare durante le feste.
-11 Dicembre, Pensate ai regali per gli amici e cominciate a confezionarli. Cercate gli abiti usati che non mettete e gli oggetti doppi da regalare a chi ne ha bisogno.
-12 Dicembre, Festa degli Gnomi.
-13 Dicembre, Santa Lucia, notte magica anche se di tradizione Cristiana.
-14 Dicembre,Decorate le finestre con simboli di Yule quali cervi, fiocchi di neve e candeline rosse.
-15 Dicembre, Cercate il gioco dell' oca, un gioco adatto da fare in compagnia in questi giorni di festa e con significati magici (poi li scopriremo).
-16-17 Dicembre, Preparate  l' albero dei desideri per Yule, consistente in un ramo secco e dipinto color oro da posizionare all' ingresso e a cui vanno appesi bigliettini rossi con i desideri nostri e dei nostri ospiti. Per questo penna e cartoncini vanno lasciati vicino al ramo.
-17 Dicembre Esbat di dicembre. Luna piena alle 10.19 circa.Feste dedicate a Saturno dal 17 al 23 Dicembre.
-18 dicembre - Epona  Dea dei cavalli per la Gallia, equiparata alla gallese Rhiannon e all'irlandese Macha.Tra i suoi attributi la cornucopia, simbolo di abbondanza, e la chiave e il cane,il quale è simbolo della guida dell' anime nel mondo dell' oltre tomba, così come lo è per Ecate, divinità psicopompa che guida i morti nel loro ultimo viaggio e che ha quale animale sacro un cane.
-19 Dicembre,Cercate di ricordare il sogno che farete stanotte poichè di solito, segna solitamente un evento importante  per il nuovo anno.
-20 Dicembre, Festa di Cernunnos.
-21-22-23 Dicembre, Solstizio d’inverno. Grande Sabba d’inverno. 
-23 Dicembre Idho -Giorno del Tasso
-24 Dicembre, Giorno della Betulla.Bet, 24 Dicembre – 20 Gennaio:
-25 Dicembre, Natale, Sol Invictis. Festa di Ecate. Festa di Dagda.
-26 Dicembre,Offrite birra e doni agli alberi e alle piante quale ringraziamento per ciò che vi hanno dato e vi daranno durante l' anno.
-27 Dicembre,Teniamo in casa e regaliamo arance e arance decorate con chiodi di garofano, le quali aiutano i cambiamenti.
-28 Dicembre,Bruciate un incenso purificante a base di maggiorana , angelica e lavanda.
-29 Dicembre,sotterrare 5 amuleti che rappresentino un cane davanti al vostro ingresso essi saranno guardiani, impedendo alle  persone maligne l' ingresso per tutto l' anno.
-30 Dicembre,Preparare i doni per il piccolo popolo da offrire per la loro festa. latte, miele e un dolcetto.Una piccola poesia e il suono di campanellini d' argento.
-31 Dicembre, Festa di Artemide. Notte del Popolo Fatato.

Pensieri e Schemi Mentali

Lucy:
Come puoi avere paura di essere felice?

Charlie Brown:
Perchè, ogni volta che sei molto felice, succede sempre qualcosa di brutto.

Questa frase riassume l' esperienza di molti... mi è capitata per caso sotto gli occhi stamattina e mi ha portato a riflettere. In effetti perchè a molti, la maggior parte succede questo?
Sembra che l' universo si prenda gioco di noi.. che al momento più bello, quando un piccolo sogno di avvera qualcosa ci dia una "mazzata" in altro settore.
Il motivo è spesso da ricercarsi in uno schema mentale.
A volte non ci sembra possibile che il nostro desiderio si sia avverato. L' universo non da un giudizio sulla persona, l' universo accetta ed elabora i nostri pensieri. Per cui se abbiamo paura della felicità, se ci sembra impossibile accetterà il nostro pensiero il cosmo lo attiverà.
Esempio: se io vinco alla lotteria e ripeto continuamente: non mi sembra vero, mai stato fortunato, mi sembra impossibile, e frasi simili, state certi che presto un contrattempo mi farà spendere i soldi della vincita.
Inoltre chi si ritiene o è "sfortunato" si ritrova  ad dover rieducare il proprio corpo e la propria mente alla nuova condizione... sembra sciocco ma è così e quando ciò accade ci vuole tempo e la situazione sembra peggiorare.
E' come quando si cuce un abito: dapprima bisogna far disordine, la stoffa, il filo, prendere le misure. Poi bisogna lavorarci, imbastito se ne vedrà un abbozzo, e se a questo punto diciamo : non mi piace, e ci fermiamo non avremo mai quel vestito. Va, invece, ritoccato, cucito e rifinito poi potremo indossarlo.
Lo stesso sono i nostri progetti solo un giusto schema mentale potrà aiutarci a realizzarli.

 (Fata Strega Degli Incanti-Briante Cesarina)

lunedì 25 novembre 2013

Yule e Babbo Natale

Da piccina amavo preparare  l' albero di Natale, più erano particolari gli addobbi, più mi perdevo nei riflessi e lucicchii delle sfere colorate e delle strisce dorate che lo vestivano.
Una sera, quando la neve aveva ammantato l' intera città, e una  luce fioca e azzurrognola sembrava abbracciare il mondo, entrando dalle finestre e tingendo tutto coi colori che sembravano rubati a una fiaba. In quella notte di magia, mi è stato raccontato di un' epoca  lontana, quando il tempo girava attorno alla ruota dell' Anno. Erano le Rune a segnarne il tempo, simbolo dei 12 mesi.
Il Padre degli Dei, Odino, portava agli uomini i doni della prosperità. La sua lunga barba bianca rappresentava il tempo e la sua casacca verde il suo essere silvano. 
Il folclore tedesco racconta , come la divinità uscisse per la caccia assieme ad altri Dei e dei bambini che lasciavano le proprie calzature vicino al focolare, piene di paglia, zucchero e quant' altro per i cavalli degli Dei.
Il Dio commosso da tanto affetto e attenzione, li ricompensava con  doni.
Il tempo e il Cristianesimo hanno sostituito la  divinità con la figura di S. Nicola. 
Quest' ultimo era un vescovo del IV della città di Mira ,città della Licia, una provincia dell'Impero bizantino che si trova nell'attuale Anatolia, in Turchia : A lui si deve l' atto di aver ridato  la vita  a 5 bambini già rapiti e uccisi.
San Nicola vescovo o San Nicola da Bari è anche il  patrono di di marinai, mercanti, arcieri, prostitute,
farmacisti, avvocati, prestatori, detenuti.
La sua figura, lentamente, fu , in alcuni luoghi sostituita da Santa Claus e dal moderno Babbo Natale che non è molto amato dai vari culti religiosi, in quanto figura di origine pagana e non corrispondente al vero.
Gli antichi romani celebravano le Saturnalie con giornate speciali in cui il ricco prendeva il posto del povero e viceversa.
Queste feste si protraevano dal  17  al 24 dicembre,e il 25 si onorava il Sol Invictus, il Dio Mitra ,il sole invincibile.
Il sole sembra fermarsi al solstizio d' inverno e questo invitava gli antichi popoli a a dedicarsi al suo culto perchè esso riprendesse il suo cammino vitale. 

Mentre immaginavo i canti e i balli dei tempi lontani addobbavo il mio albero e mi perdevo nelle sfere argentate. 
il  tronco era pronto per essere arso nella vecchia stufa. Era stato preparato quel giorno stesso, alla vigilia della festa seguendo l' antico cerimoniale: tagliato da una vecchia quercia,mentre le giovani ballavano e le donne cantavano benedizioni e lodi.  Era  stato poi adornato di nastri e biglietti, rametti di agrifoglio e pino.
Avrebbe bruciato e le sue ceneri avrebbero reso fertile il terreno, la sua fiamma protetto la casa e i suoi abitanti da ogni forza oscura,i frammenti del ceppo rimasti erano destinati a divenire un talismano di prosperità.

sabato 23 novembre 2013

Jack e la pianta di fagioli o Jack e il fagiolo magico.

Jack e la pianta di fagioli  o  Jack e il fagiolo magico.

E' una fiaba popolare inglese,di autore anonimo e ripresa da più scrittori,  diffusa anche negli stati Uniti con vari nomi e versioni. Jack in italiano si traduce in Giacomo.


Jack  ha l' ordine dalla madre vedova di vendere una mucca. Il ragazzo vende l'animale per un pugno di fagioli colorati e quando rientra a casa, la madre,irata per l'ottusità del figlio, getta i fagioli dalla finestra.

Il mattino seguente,un'enorme pianta di fagioli è in giardino, è spuntata durante la notte. Jack vi si arrampica  e trova il castello di un gigante. All'arrivo del orco che dice: "Ucci, ucci sento odor di cristianucci", il ragazzo si nasconde.
Jack osserva la moglie del gigante intenta  a preparare la cena per il marito e nota una gallinella che depone un uovo d'oro. Quando il gigante si addormenta, Jack prende l'uovo e lo porta alla madre.
Il giorno dopo, si arrampica  nuovamente sulla pianta e  ruba la gallina.
Infine, la terza volta, coll' intento di guarire la madre malata,Jack si appropria dell'arpa del gigante, ma lo strumento grida aiuto e il gigante si lancia all'inseguimento di Jack  lungo la pianta. Il ragazzo abbatte il tronco con un ascia e il gigante muore.In altre versioni il gigante è solo ferito e saranno la mamma e jack a curarlo,pentiti dei gesti compiuti.



 Il fagiolo magico" dalla favola di Richard Walker:

C’era una volta un bambino di nome Giacomino che viveva con la mamma in una povera fattoria. Possedevano solo una mucca che, purtroppo, un giorno smise di fare latte; così, la mamma decise di venderla al mercato e ne diede incarico a Giacomino.

Giacomino partì per andare a vendere il povero animale, ma incontrò un tale che gli disse: "Che bella mucca! Dalla a me in cambio di questi cinque fagioli fortunati!". Giacomino non ebbe modo di rispondere che si ritrovò in mano i fagioli e la mucca  era sparita!.

 Subito consapevole dell’errore commesso tornò a casa, e tormentato rispose alla mamma che subito domandò quanto avesse guadagnato dalla vendita: "Cinque fagioli magici!".
 La mamma  arrabbiata,buttò via i fagioli e mandò Giacomino a letto senza cena!

Il giorno dopo, quando il ragazzo si svegliò, vide dalla finestra una luce verde, che circondava una pianta di fagioli alta, alta… Incuriosito decise di arrampicarsi. Giunto in cima, tra le nuvole, fu dinnanzi ad un castello, bussò alla porta ed un’enorme donna gli aprì dicendo: "fuggi via di qui!
Mio marito è un orco e se ti vede ti mangia!"
ma  Giacomino, affamato dal giorno precedente, rispose: "La prego signora, ho tanta fame!".  In questo modo  Giacomino riuscì ad entrare in casa e mangiò qualcosina, ma,ecco che improvvisamente si sentirono dei passi molto pesanti: stava  rientrando l’orco! allora Giacomino si nascose dentro al forno.
Si udì la voce del  gigante e dire:
"Ucci, ucci, sento odor di cristianucci!"
 la moglie fece finta di nulla; ma  dopo cena quando  l’orco si mise a contare un sacchetto pieno di soldi,   si addormentò e  Giacomino decise  di approfittare del momento per uscire dal forno e scappare, ma con l
'intenzione di rubare il sacchetto di soldi.


Tornato a casa il ragazzo raccontò alla mamma tutta la storia e insieme vissero bene per un pò, poi i soldi finirono e Giacomino decise di arrampicarsi nuovamente sulla pianta del fagiolo; ritornò al castello e riuscì a rubare una gallina magica all’orco poichè l’animale faceva uova d’oro!


A questo punto Giacomino e la madre si potevano dire soddisfatti,ma la madre da lì a poco si ammalò senza rimedio.  Il ragazzo tentò nuovamente di raggiungere l' orco per vedere di trovare qualche cosa che potesse essere di sollievo per la madre.
Giunto al castello, si nascose e aspettò l’arrivo dell’orco. Al momento opportuno, mentre l' orco dormiva, riuscì a prendergli un’arpa magica, che emetteva un suono soave, così soave da essere terapeutico. Per sua sfortuna questa iniziò ad urlare: "Padrone, padrone!"
L’orco si svegliò ed iniziò a rincorrere Giacomino, il quale scese velocemente dalla grossa pianta di fagioli, e con un ascia e iniziò a rompere il tronco della stessa.
Il gigante precipitò rompendosi la corona.
Il gigante era ferito, mentre il ragazzo faceva sentire il suono dell' arpa alla madre ,che, istante per istante sembrava migliorare. Il dolore della malattia ha portato la donna a capire la sofferenza e con impegno si prodigò per curare l'orco, che guarito vide la restituzione del maltolto.



Dalla favola trapela che Giacomino non ha avuto un ottimo insegnamento dalla madre, la quale lo mette di fronte a situazioni più grandi di lui, come quella di dover fare una tratta, sull' unico loro bene  rimasto, la mucca, con persone adulte e più esperte. Ovviamente Giacomino non è in grado di sostenere il ruolo di uomo d' affari e si ritrova con soli 5 fagioli. L' incantesimo nasce dalla sua forza di volontà, dalla sua fantasia, e i fagioli diventano magici. Ma qui c è una scelta: rimanere poveri ed onesti  o rubare... la scelta è per la seconda ipotesi. Un furto dettato dalla fame, ma che non ripugna, quasi un riscatto del povero nei confronti del ricco, ma tuttavia  una scelta sbagliata.
Quando giunge la ricchezza, tramite la gallina dalle uova d' oro, è la malattia che pone nuovi ostacoli. Una sofferenza purificatrice, che porta la mamma di Giacomino a pentirsi: non solo ha esposto il figlio a situazioni pericolose, ma lo ha istigato a  rubare. Ma il dolore purifica e insegna. Si riscatta esponendosi al rischio nel aver cura del gigante, il quale, una volta risanato, potrebbe far loro del male.Vendicarsi. Eppure ,coraggiosamente, accetta le responsabilità e compie il suo dovere. Tutto si risolve in seguito a questa scelta. Curato e guarito, l' orco perdona Giacomino e sua mamma, che ora non  più avidi di ricchezza, trovano vie più oneste per sopravvivere.




Il fagiolo è un elemento maschile associato a Mercurio e ottimo per le divinazioni.
L' elemento a lui associato è quindi Aria.
inoltre il suo fiore è sacro alle Dee della vecchia Europa, a Demetra e Cardea.
Quest' ultima Dea , moglie di Giano, viveva sulle rive del Tevere e ha poteri sulle maniglie, sui cardini e protegge i bambini.
I fagioli sono utili per talismani contro stregoni e negatività, per mantenere pace in una coppia, per curare impotenza e verruche.
Gli antichi Romani) pensavano che le piante a baccello fossero canali naturali tra l’Oltretomba e la Terra.
Per questo motivo era ritenuto che fave e fagioli fossero il nutrimento dei morti durante le festività a loro dedicate e quindi il capofamiglia prendeva una manciata di fagioli e la buttava dietro le spalle.
La tradizione si è persa in parte, tenuta in vita da dolci chiamati fave dei morti.

 L' Incantesimo

La tradizione dice che gettare un fagiolo, in una notte di luna piena,a mezzanotte, a spalle girate, in un pozzo fa sparire la verruca.
Ovviamente un fagiolo per ogni verruca.
In un altro metodo si  prende una pagliuzza e se ne fa una croce,li si pone un fagiolo al centro, si prende tra il pollice e l' indice e si fanno tante croci sopra la verruca senza toccarla, dicendo delle preghiere. Poi si sotterra. Quando cresce la pianta la verruca se ne va.
Questa è la tradizione popolare, è naturale che tentar non nuoce, ma non mancate di rivolgervi comunque a un medico.


Divinazione coi fagioli


Premetto che non è facile, bisogna avere una intuizione marcata e molta pratica.
Si traccia un cerchio diviso in quattro settori, i punti cardinali per intenderci,con i simboli ad essi annessi.. quindi:

Il settore a nord: un pò di terra o un sassolino scuro, il settore a est incenso,campanella, il settore a sud: candelina arancio e il settore a ovest:  conchiglia.
Ci si concentra sulla domanda tenendo i fagioli nella mano destra e ci si soffia sopra.
Si gettano i fagioli ad almeno 50  centimetri di distanza e si guarda dove si collocano.
Si terrà conto solo di quelli posti all' interno del cerchio.
Se capita un fagiolo al centro del disegno è segno positivo e indica un si.

Fagioli negli spicchi :


Nord/Terra : Tutto ciò che è tangibile e materiale, la terra , ciò che si deve fare, gli ostacoli e la possibilità di riuscita.

Est/Aria : Elemento aria e con tutto ciò che a questo elemento è connesso. Creatività, mente, studio, fantasia. Ed è la proprie capacità mentali che bisogna affidarsi. Cambiare schema  mentale se necessario.

Sud/Fuoco: Qui è il fuoco a entrare in gioco, energia e intraprendenza, ma anche un dover approfondire la situazione, Il dover sondare i misteri e prepararsi a una lotta o a difficoltà.

Ovest/Acqua: Usare l' intelligenza e il buon senso, applicarsi per risolvere i problemi.

Contiamo i fagioli caduti nei vari settori, per far questo usiamoli secondo conto della numerologia e dei simboli racchiusi nei tarocchi:

1) Positivo, maschile, l'Io supremo,il Bagatto.

2) Negativa, la donna, il subconscio,  la Papessa.

3) Il tempo, la calma, la saggezza, la solitudine, la perseveranza, la casa,l' Imperatrice.

4) Equilibrio, la ricchezza, lussuria, legalità, desideri, salute, potere terreno,l' Imperatore .

5) l 'energia, difesa e attacco,bisogno di purificazione, difesa con mezzi leciti.

6) Speranza,bellezza, denaro, salute fisica, splendore , dignità, prestigio,amore,gli Amanti.

7)  attrazione fisica, natura, fortuna, socievolezza, arte, desiderio, il Carro.

8) La legge, affari, eloquenza, arte, truffe ed imbrogli, apprendimento, studio, la Giustizia.

9) Mistero, stregoneria,spostamenti, messaggi, furti, amore e riconciliazione, figli, sogni, immaginazione,
capricci,l' Eremita.

10) La ruota o ciclo della vita, principio o fine, il corpo,il vivere quotidiano, la Ruota Della Fortuna.

11) Tutto ciò che crea disordine per fare ordine,impegno, lì essere incompresi,la volontà,il tentativo di giungere a un obiettivo usando anche la conoscenza e l' informazione. La Forza

12) L' elevazione che passa attraverso una situazione che si ribalta, si viene a conoscenza di antichi misteri,astrologia, il tempo di un ciclo, un anno, l' Appeso.


13) Mutamento, fato, imprevisto , carta neutra associata all' arcano XIII la Morte.
14) Senza particolari significati, neutro.

15) Attimo veloce,magia,nulla di fatto oppure ciò che c è sfugge via  in modo da non essere notato, tanto è veloce.Neutro.Il Diavolo.

16) Crollo per ricominciare, il tutto e il niente.Tutto ciò che è materiale. La Torre.

17) Il fato, il destino, l' acqua, neutra/negativa.

18) La luna, il pensiero,il tutto, la menzogna o il dubbio, gravidanza.

19) Saggezza, fine di un ciclo , elevazione.

20) Manifestazione del tutto a lungo termine, il tempo passa, vecchiaia ma anche esperienza.Il Mondo.

Così mi è stato insegnato, non so se cercando nei vari testi ci sia qualcosa di simile, per cui qualunque somiglianza con altri testi è da ritenersi puramente casuale.

giovedì 21 novembre 2013

Fate Della Neve

Passeggiando tra la neve vi capiterà di sentire un profumo di muschio e castagno, il sentore del sottobosco si mescola al freddo intenso della neve. Un impatto che lascia stupiti.. questo può capitare quando, ballerine e silenziose, le fate della neve creano i fiocchi. Tutti diversi nati dai ricami, incisi nel ghiaccio, dai loro passi leggeri.
Creano vortici tra le nuvole e con leggeri saltelli, intrecciano, abili, sempre nuovi incastri, nuovi fiocchi, mai uguali.
Bellissime e silenziose, non si mostrano, a loro basta che qualcuno, colto dalla bellezza della natura, ammiri la loro opera.
Qualche volta si avvicinano ad un umano e porgono un dono gentile: colori di luce che riflettono sulla neve, un leggero luccichino di una pietra colorata emersa tra la coltre gelata. Lo fanno , quando sentono la necessità di salvare un animale in difficoltà... quando chiedono di nutrire e abbeverare gli animali della foresta, di dare rifugio a un cucciolo infreddolito....
Mute e dolcissime gridano il loro aiuto con questi piccoli messaggi.... dispensano così magie e incanti per chi accoglie i loro richiami...


Per agrazziarsi le fatine la prima cosa da fare è pensare ai loro piccoli amici: pettirossi e passerotti, oltre a tutti i vari animaletti del bosco, a quelli abbandonati.
E questo non deve essere l' impulso del momento, ma il rispetto per la vita e il sostegno di sempre.

Passiamo ora alla parte piacevole, un piccolo cestino da porre all' ingresso o dove più ci aggrada.
Occorre un contenitore in elemento naturale (cestino, o contenitore in  argento, mai in ferro).
Raccogliere rametti di erica, pino, e sempreverdi. Pigne e lavanda, piccole ghiande. 
Consacrate il cestino con una miscela di olio di mais miscelato a qualche goccia di lavanda, oppure fumigatelo con incenso di lavanda e cedro o lavanda e pino.

Create all' interno del cestino, composizione coi sempreverde e le erbe, aggiungete 7 chiodi di garofano e piccole sfere trasparenti e luminescenti (sfere che si usano per addobbare l' albero andranno benissimo).

Guarnitelo con nastri argento, azzurri e oro.

Mentre lo fate cantate in modo sommesso:

Fate di luce
incanto antico,
queste erbe sono il cuore del potere,
per proteggere la mia casa e coloro che amo,
i miei cari animali, i miei amori e i miei segreti.

Fate di luce
sfere incantate,
giorno e notte 
non abbandonate,
la mia casa
la mia ricchezza
fatta di amore e tenerezza....

Fate di luce
incanto antico,
queste erbe,
io ve lo dico
sono qui ,
con l' energia per  proteggere 
casa mia....


Offrite infine miele e nocciole alle fate e al piccolo popolo per ringraziarlo.

La Piccola Fiammiferaia

La Piccola Fiammiferaia è una bimba che, sfruttata dal patrigno , è vittima della povertà e della mancanza di affetto. La notte di Capodanno, viene mandata  in strada, al freddo, a vendere fiammiferi. Il momento non è favorevole, tutti sono impegnati a preparare per il veglione e nessuno fa caso alla piccola che non ne ha venduto ancora neppure uno; le tenebre stanno calando e il gelo si fa sentire ma non osa tornare a casa perché teme la reazione che il patrigno avrebbe avuto vedendola rientrare senza nessun guadagno.
Nel tentativo  disperato  di scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia inizia ad accendere qualche fiammifero. Per ognuno di essi un'immagine appare davanti a lei, sparendo poi  assieme alla fiamma che si spegne; dapprima le appare una stufa, poi un tavolo imbandito,in seguito un albero di Natale.
Una stella cadente attraversa il cielo, riportando il pensiero della piccola ai tempi della nonna ormai morta. Ricorda la favola secondo cui ogni stella cadente è un'anima che vola in Paradiso. Accendendo un nuovo fiammifero,le appare proprio la nonna  e per prolungare quella visione, accende tutti i fiammiferi.
All' ultimo fiammifero che si spegne, sogna di volare in cielo dalla nonna.
Il mattino dopo il suo corpo senza vita viene ritrovato, sorridente nella neve, col mazzetto di fiammiferi spenti in mano.


LA FAVOLA


Era la fine dell'anno faceva molto freddo.

Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città.
La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute.
Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella.
La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere. 
Sfortunatamente c'era in giro poca gente: infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo. 
Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve: non osava tornare a casa, poiché sapeva che il padre l'avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate.

Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro. 
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!
Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata.
In un piatto fumava un'oca arrosto.... All'improvviso, il piatto con l'oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l'attendeva un delizioso pranzetto. 
Anche questa volta, il fiammifero si spense e non restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all'istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale.
Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all'abete.
Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense.

Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle.
Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle. 
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.

Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva.
-Nonna, - esclamò la bambina - portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là. Anche tu sparirai come la stufa, l'oca arrosto e l'albero di Natale!
E per far restare l'immagine della nonna, sfregò uno dopo l'altro i fiammiferi.
Mai come in quel momento la nonna era stata così bella. 
La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c'era fame, freddo né paura.
Erano con Dio.

di Andersen

Una fiaba di difficile interpretazione: Una bambina indifesa che affronta una situazione insostenibile. Non la trova attraverso una fuga reale. Avrebbe potuto rifugiarsi in chiesa, scappare.. si ritrova invece, ad aver paura e lasciarsi morire pur di non tentare altre soluzioni. 
Il non voler uscire dall' ambito familiare, la porta a cercare conforto nel mondo dei sogni. Molti bambini, ma anche molti adulti trovano questa soluzione: la non accettazione della realtà, il voler rimanere "intrappolati" a una situazione, familiare e sentimentale che fa soffrire.
Questo accade quando ci si spoglia della conoscenza e saggezza e viviamo senza la creatività che rende ricca l' anima. E' un invito a spiccare il volo e cercare una dimensione dove l' azione si identifica con la realizzazione dei desideri, senza che i pregiudizi altrui  possano soffocare il volo.....

Incantesimo 

I fiammiferi non sono sempre adatti per gli incanti, per cui può essere utile sostituirli con un accendino.

Incanto per attirare denaro: si compie in luna crescente un giovedì.

Occorre purificare una candela verde, la si incide alla base col segno della Triplice Dea )O( e si unge con olio di oliva dai poli al centro.
Si pone sopra una banconota, ovviamente sotto un porta candela, e si accende la candela. 
Finito il rito si pone banconota e l' eventuale resto della candela in un sacchettino verde e si lascia una notte alla luce lunare.

Antica piccola divinazione 

Per chi ha un camino o una stufa: Se la fiamma scoppietta, sembrerebbe che qualcuno stia parlando di voi. In realtà il sibilo del legno che brucia è dovuto all' aria presente nel ceppo.
Ma la tradizione la lega al pettegolezzo, che può essere benevolo o malevolo.
Per stabilire questo bisogna ripetere per 3 volte:
Se le bonn gha da continuà, se le mal la smeta- (non si scrive proprio così, lo dico come lo ricordo).
Se subito smette le parole dette sul nostro conto sono cattive. se lo scoppiettivo va  oltre la filastrocca sono parole buone.

mercoledì 20 novembre 2013

Amuleti per l' Amore

Conchiglia per l’amore:

Raccogliete 2 conchiglie uguali bianche e incidete su una il nome dell’ amato e sull’ altra il vostro compreso i dati di nascita.Questo va posto all’ interno . Fate un forellino e unitele facendo passare  una catenina d’ argento.Lasciate alla luce della luna piena o crescente di un venerdì.Sarà il vostro regalo per l’ amato che proteggerà il vostro rapporto per tutta la durata della vacanza.


Gris Gris

Sono sacchettini in tela naturale in uso presso le popolazioni africane e il loro scopo è di attirare o disperdere  secondo come lo si prepara.Per l’ amore il colore sarà rosso o rosa e conterrà una piccola radice di iris, 3 vostri capelli 3 gocce di o.e. di rosa  o ylang ylang, un granato o un quarzo rosa.oppure erba gatta,timo, petali di rosa, 3 vostri capelli e una tormalina .Va consacrato agli elementi:
Alzatelo  al cielo , al centro della stanza partendo dall’ est e dite:questo talismano  io consacro alle virtù dell’ aria (lo passate x 3 volte nell’ incenso),perchè gli antichi Dei di questo elemento donino ad esso l’ energia mistica generata dalla forza dei venti.
A sud:questo  talismano  io consacro alle virtù  del fuoco (lo passate x 3 volte sopra o intorno a una candela rosa),perchè gli antichi Dei di questo elemento donino ad esso l’ energia mistica generata dalla luce Divina.
A ovest:questo talismano  io consacro alle virtù dell’ acqua  (lo  spuzzate  x 3 volte  di acqua lustrale ),perchè gli antichi Dei di questo elemento donino ad esso l’ energia vitale di ogni sorgente, di ogni corso d’ acqua del mare e della pioggia.
A nord:Lo mettete sull’ altare sopra del sale o su vaso contenente terra e dite:questo talismano  io consacro alle virtù della terra perchè gli antichi Dei di questo elemento donino ad esso l’ energia vitale e la forza della terra.
Luna crescente : se incisa sul corallo rosa vi porterà a incontrare presto l’ amore.Il simbolo è legato alle Dee egizie Iside e Nefertiti; Dee che aiutano ad attirare l’ amore

La carta dei tarocchi numero 6: gli amanti

Se consacrata e attivata nella fase della luna crescente aiuta ad attirare l’ amore e capire i nodi karmici.
Un cuore di lapislazzuli ,pietra  consacrata alle Dee Afrodite e Iside vi farà beneficiare del favore di queste Dee.

domenica 17 novembre 2013

Biancaneve

Biancaneve è una fiaba della tradizione popolare, raccolta e rivista dai fratelli Grimm. Favola molto discussa, un pò crudele in certi tratti, ricca di magia e incantesimi. Quello che è interessante per noi è che si presume non si tratti di una favola, ma di una storia reale e, purtroppo,non a lieto fine.
Riassunto della storia, anche se bene o male è conosciuta da tutti.
Biancaneve è figlia di una regina, ispirata  a questo nome particolare, in un giorno di neve, in cui cucendo ,chiedeva la grazia di una figlia. 
La regina ottiene la grazia ma muore di parto e il Re si risposa. La matrigna di Biancaneve è atta ad arti magiche e odia la posizione sociale della fanciulla.
Cerca di farla uccidere da un cacciatore, che preso da rimorso si ritrae, nascostamente, dall' ingrato compito.
Biancaneve si rifugia nella foresta, trova ristoro nella casa dei 7 nani, piccoli miniatori che vivono al margine del bosco.
Grazie alla divinazione con lo specchio, la regina scopre l' inganno e decide di avvelenare Biancaneve , dopo essersi tramutata in vecchia.
Le offre una mela avvelenata che crea morte apparente. Ma i nani presi da compassione, rifiutano di seppellirla e la pongono in una specie di teca di vetro. 
Un principe la nota , apre la teca , la prende tra le braccia e il torsolo di mela che Biancaneve aveva incastrato in gola, cade, la giovane si sveglia dalla catalessi mentre la regina di prende il giusto colpo di ritorno,che secondo varianti è la condanna del Re, il rogo o la scossa mortale di un fulmine.

Come abbiamo visto gli ingredienti magici sono parecchi. ma sembra che dopo studi e ricerche, Biancaneve sia stata identificata in tale Maria Sophia Margaretha Catherina von Erthal, nata a Lohr, in Bassa Franconia nella prima metà del 1700.
Di famiglia agiata, rimane orfana di madre e a causa del comportamento della matrigna Claudia Elisabeth von Reichenstein' è costretta  a scappare nei boschi. La zona è ricca di miniere e a causa dei cunnicoli sono bambini o persone basse a lavorare in essa, ecco spiegato i nani. Inoltre lo specchio parlante esiste davvero.. si tratta di un oggetto in voga in quel periodo, che ripeteva le frasi. Una sorta di passatempo della società dei ricchi. Ma chi pratica magia non può escludere l' uso dello specchio nero. Lo specchio con cui fare divinazione.
la fine della giovane Biancaneve è stata tragica, morì colpita dal vaiolo probabilmente. Il castello degli Erthal è ancora un attrazione turistica come museo.

(Specchio della matrigna con cui è possibile ancora oggi parlare).


Una seconda versione identifica Biancaneve in  Margaretha von Waldeck, giovane nobile di Bruxelles, anch' essa orfana di madre, anch' essa con un a severa matrigna,innamorata e ricambiata dal principe Filippo II di Spagna,sarebbe stata avvelanata, proprio per questa sua relazione.Non fu quindi la matrigna , per l ' altro già morta all' epoca del decesso, ma di un complotto reale. I nani sono attribuibili al fatto che il fratello di Margaretha aveva miniere in cui lavoravano bambini. Margaretha morì a 21 anni il 15 marzo 1554.
La pietà popolare ha cambiato il finale triste di queste storie così dolorose... decidendo una fine più romantica e un riscatto per le vittima. 

LA FAVOLA

Una volta, nel cuor dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra, dalla cornice d'ebano.
E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue.
Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò:
"Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra!"
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. 
E quando nacque, la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie; era bella, ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza.

Aveva uno specchio magico, e nello specchiarsi diceva:
- Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
E lo specchio rispondeva: Nel regno, Maestà, tu sei quella.
Ed ella era contenta, perché sapeva che lo specchio diceva la verità.
Ma Biancaneve cresceva, diventava sempre più bella e a sette anni era bella come la luce del giorno e ancor più della regina.
Una volta che la regina chiese allo specchio: 
Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
lo specchio rispose: Regina, la più bella qui sei tu, ma Biancaneve lo è molto di più.
La regina allibì e diventò verde e gialla d'invidia.
Da quel momento la vista di Biancaneve la sconvolse, tanto ella odiava la bimba.
E invidia e superbia crebbero come le male erbe, così che ella non ebbe più pace né giorno né notte. 
Allora chiamò un cacciatore e disse:
- Porta la bambina nel bosco, non la voglio più vedere. Uccidila, e mostrami i polmoni e il fegato come prova della sua morte -.
Il cacciatore obbedì e condusse la bimba lontano; ma quando estrasse il coltello per trafiggere il suo cuore innocente, ella si mise a piangere e disse: 
- Ah, caro cacciatore, lasciami vivere! Correrò nella foresta selvaggia e non tornerò mai più -. 
Ed era tanto bella che il cacciatore disse, impietosito:
- Và, pure, povera bambina-. "Le bestie feroci faranno presto a divorarti", pensava; ma sentiva che gli si era levato un gran peso dal cuore, a non doverla uccidere.
E siccome proprio allora arrivò di corsa un cinghialetto, lo sgozzò, gli tolse i polmoni e il fegato e li portò alla regina come prova.
Il cuoco dovette salarli e cucinarli, e la perfida li mangiò, credendo di mangiare i polmoni e il fegato di Biancaneve.

Ora la povera bambina era tutta sola nel gran bosco e aveva tanta paura che badava anche alle foglie degli alberi e non sapeva che fare.
Si mise a correre e corse sulle pietre aguzze e fra le spine; le bestie feroci le passavano accanto, ma senza farle alcun male.
Corse finché le ressero le gambe; era quasi sera, quando vide una casettina ed entrò per riposarsi. 
Nella casetta tutto era piccino, ma lindo e leggiadro oltre ogni dire.
C'era una tavola apparecchiata con sette piattini: ogni piattino col suo cucchiaino, e sette coltellini, sette forchettine e sette bicchierini.

Lungo la parete, l'uno accanto all'altro, c'eran sette lettini, coperti di candide lenzuola. 
Biancaneve aveva tanta fame e tanta sete, che mangiò un po' di verdura con pane da ogni piattino, e bevve una goccia di vino da ogni bicchierino, perché non voleva portar via tutto a uno solo.
Poi era così stanca che si sdraiò in un lettino ma non ce n'era uno che andasse bene: o troppo lungo o troppo corto, finchè il settimo fu quello giusto: ci si coricò, si raccomandò a Dio e si addormentò. A buio, arrivarono i padroni di casa: erano i sette nani, che scavavano i minerali dai monti.
Accesero le loro sette candeline e, quando la casetta fu illuminata, videro che era entrato qualcuno; perché non tutto era in ordine, come l'avevan lasciato.
Il primo disse:
- Chi si è seduto sulla mia seggiolina?-
Il secondo: - Chi ha mangiato dal mio piattino?-
Il terzo: - Chi ha preso un po' del mio panino?- 
Il quarto: - Chi ha mangiato un po' della mia verdura?- 
Il quinto: - Chi ha usato la mia forchettina?-
Il sesto: - Chi ha tagliato col mio coltellino?- 
Il settimo: - Chi ha bevuto dal mio bicchierino?- 
Poi il primo si guardò intorno, vide che il suo letto era un po' ammaccato e disse:
- Chi mi ha schiacciato il lettino?-
Gli altri accorsero e gridarono: - Anche nel mio c'è stato qualcuno -.
Ma il settimo scorse nel suo letto Biancaneve addormentata.
Chiamò gli altri, che accorsero e gridando di meraviglia presero le loro sette candeline e illuminarono Biancaneve.
– Ah, Dio mio! ah, Dio mio! – esclamarono: - Che bella bambina! –
Ed erano così felici che non la svegliarono e la lasciarono dormire nel lettino.
Il settimo nano dormì coi suoi compagni, un'ora con ciascuno; e la notte passò.
Al mattino, Biancaneve si svegliò e s'impaurì vedendo i sette nani.
Ma essi le chiesero gentilmente: - Come ti chiami?- Mi chiamo Biancaneve,- rispose. – Come sei venuta in casa nostra?- dissero ancora i nani.
Ella raccontò che la sua matrigna voleva farla uccidere, ma il cacciatore le aveva lasciato la vita ed ella aveva corso tutto il giorno, finchè aveva trovato la casina.
I nani dissero: - Se vuoi curare la nostra casa, cucinare, fare i letti, lavare, cucire e far la calza, e tener tutto in ordine e ben pulito, puoi rimanere con noi, e non ti mancherà nulla.
– Sì,- disse Biancaneve,- di gran cuore-.

E rimase con loro.
Teneva in ordine la casa; al mattino essi andavano nei monti, in cerca di minerali e d'oro, la sera tornavano, e la cena doveva essere pronta. Di giorno la fanciulla era sola. I nani l'ammonivano affettuosamente, dicendo:
- Guardati dalla tua matrigna; farà presto a sapere che sei qui: non lasciar entrare nessuno. Ma la regina, persuasa di aver mangiato i polmoni e il fegato di Biancaneve, non pensava ad altro, se non ch'ella era di nuovo la prima e la più bella; andò davanti allo specchio e disse: 
- Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
E lo specchio rispose: - Regina, la più bella qui sei tu; ma al di là di monti e piani, presso i sette nani, Biancaneve lo è molto di più.
La regina inorridì, perché sapeva che lo specchio non mentiva mai, e si accorse che il cacciatore l'aveva ingannata e Biancaneve era ancora viva.
E allora pensò di nuovo come fare ad ucciderla: perché, s'ella non era la più bella di tutto il paese, l'invidia non le dava requie.

Pensa e ripensa, finalmente si tinse la faccia e si travestì da vecchia merciaia, in modo da rendersi del tutto irriconoscibile. Così trasformata, passò i sette monti, fino alla casa dei sette nani, bussò alla porta e gridò: 
- Roba bella, chi compra! chi compra!- Biancaneve diede un'occhiata dalla finestra e gridò:
- Buon giorno, brava donna, cos'avete da vendere?
– Roba buona, roba bella,- rispose la vecchia,- stringhe di tutti i colori -. E ne tirò fuori una, di seta variopinta.
"Questa brava donna posso lasciarla entrare", pensò Biancaneve; aprì la porta e si comprò la bella stringa. 
– Bambina, - disse la vecchia,- come sei conciata! Vieni, per una volta voglio allacciarti io come si deve-. 
La fanciulla le si mise davanti fiduciosa e si lasciò allacciare con la stringa nuova: ma la vecchia strinse tanto e così rapidamente che a Biancaneve mancò il respiro e cadde come morta. 
– Ormai lo sei stata la più bella,- disse la regina, e corse via. 
Presto si fece sera e tornarono i sette nani: come si spaventarono, vedendo la loro cara Biancaneve stesa a terra, rigida, come se fosse morta!
La sollevarono e, vedendo che era troppo stretta alla vita, tagliarono la stringa.
Allora ella cominciò a respirare lievemente e a poco a poco si rianimò. 
Quando i nani udirono l'accaduto, le dissero: 
- La vecchia merciaia altri non era che la scellerata regina; sta' in guardia, e non lasciar entrare nessuno, se non ci siamo anche noi.
Ma la cattiva regina, appena arrivata a casa, andò davanti allo specchio e chiese:
- Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
Come al solito, lo specchio rispose: 
- Regina, la più bella qui sei tu; ma al di là di monti e piani, presso i sette nani, Biancaneve lo è molto di più.
A queste parole, il sangue le affluì tutto al cuore dallo spavento, perché vide che Biancaneve era tornata in vita.
"Ma adesso,. pensò,- troverò qualcosa che sarà la tua rovina"; e, siccome s'intendeva di stregoneria, preparò un pettine avvelenato. Poi si travestì e prese l'aspetto di un'altra vecchia. Passò i sette monti fino alla casa dei sette nani, bussò alla porta e gridò: 
- Roba bella! roba bella! –
Biancaneve guardò fuori e disse: 
- Andate pure, non posso lasciar entrare nessuno.
– Ma guardare ti sarà permesso,- disse la vecchia; tirò fuori il pettine avvelenato e lo sollevò.
Alla bimba piacque tanto che si lasciò sedurre e aprì la porta.
Conclusa la compera, la vecchia disse:
-Adesso voglio pettinarti per bene-.
La povera Biancaneve, di nulla sospettando, lasciò fare; ma non appena quella le mise il pettine nei capelli, il veleno agì e la fanciulla cadde priva di sensi. 
– Portento di bellezza!- disse la cattiva matrigna: - è finita per te!- e se ne andò. 
Ma per fortuna era quasi sera e i sette nani stavano per tornare. Quando videro Biancaneve giacer come morta, sospettarono subito della matrigna, cercarono e trovarono il pettine avvelenato; appena l'ebbero tolto, Biancaneve tornò in sé e narrò quel che era accaduto. 
Di nuovo l'ammonirono che stesse in guardia e non aprisse la porta a nessuno.
A casa, la regina si mise allo specchio e disse:
- Dal muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
Come al solito, lo specchio rispose:
- Regina, la più bella qui sei tu; ma al di là di monti e piani, presso i sette nani, Biancaneve lo è molto di più.
A tali parole, ella rabbrividì e tremò di collera.
– Biancaneve morirà,- gridò,- dovesse costarmi la vita -.
Andò in una stanza segreta dove non entrava nessuno e preparò una mela velenosissima. 
Di fuori era bella, bianca e rossa, che invogliava solo a vederla; ma chi ne mangiava un pezzetto, doveva morire.
Quando la mela fu pronta, ella si tinse il viso e si travestì da contadina, e così passò i sette monti fino alla casa dei sette nani.

Bussò, Biancaneve si affacciò alla finestra e disse: 
- Non posso lasciar entrare nessuno, i sette anni me l'hanno proibito.
- Non importa,- rispose la contadina,- le mie mele le vendo lo stesso. Prendi, voglio regalartene una.
- No,- rispose Biancaneve,- non posso accettar nulla.
- Hai paura del veleno?- disse la vecchia.- Guarda, la divido per metà: tu mangerai quella rossa, io quella bianca -.
Ma la mela era fatta con tanta arte che soltanto la metà rossa era avvelenata.
Biancaneve mangiava con gli occhi la bella mela, e quando vide la contadina morderci dentro, non potè più resistere, stese la mano e prese la metà avvelenata.
Ma al primo boccone cadde a terra morta.
La regina l'osservò ferocemente e scoppiò a ridere, dicendo:
- Bianca come la neve, rossa come il sangue, nera come l'ebano! Stavolta i nani non ti sveglieranno più -. 
A casa, domandò allo specchio: 
- Da muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella ?
E finalmente lo specchio rispose: - Nel regno, Maestà, tu sei quella.
Allora il suo cuore invidioso ebbe pace, se ci può esse pace per un cuore invidioso.

I nani, tornando a casa, trovarono Biancaneve che giaceva a terra, e non usciva respiro dalle sue labbra ed era morta. La sollevarono, cercarono se mai ci fosse qualcosa di velenoso, le slacciarono le vesti, le pettinarono i capelli, la lavarono con acqua e vino, ma inutilmente: la cara bambina era morta e non si ridestò. La misero su un cataletto, la circondarono tutti e sette e la piansero, la piansero per tre giorni. Poi volevano sotterrarla; ma in viso, con le sue belle guance rosse, ella era ancora fresca, come se fosse viva. Dissero: - Non possiamo seppellirla dentro la terra nera,- e fecero fare una bara di cristallo, perché la si potesse vedere da ogni lato, ve la deposero e vi misero sopra il suo nome, a lettere d'oro, e scrissero che era figlia di re. Poi esposero la bara sul monte, e uno di loro vi restò sempre a guardia. E anche gli animali vennero a pianger Biancaneve: prima una civetta, poi un corvo e infine una colombella. Biancaneve rimase molto, molto tempo nella bara, ma non imputridì: sembrava che dormisse, perché era bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l'ebano.
Ma un bel giorno capitò nel bosco un principe e andò a pernottare nella casa dei nani.
Vide la bara sul monte e la bella Biancaneve e lesse quel che era scritto a lettere d'oro.
Allora disse ai nani: - Lasciatemi la bara; in compenso vi darò quel che volete -.
Ma i nani risposero: - Non la cediamo per tutto l'oro del mondo 
- Regalatemela, allora,- egli disse,- non posso vivere senza veder Biancaneve: voglio onorarla ed esaltarla come la cosa che mi è più cara al mondo.-
A sentirlo, i buoni nani s'impietosirono e gli donarono la bara.
Il principe ordinò ai suoi servi di portarla sulle spalle.
Ora avvenne che essi inciamparono in uno sterpo e per la scossa quel pezzo di mela avvelenata, che Biancaneve aveva trangugiato, le uscì dalla gola.
E poco dopo ella aprì gli occhi, sollevò il coperchio e si rizzò nella bara: era tornata in vita. 
-Ah Dio, dove sono?- gridò.
Il principe disse, pieno di gioia: - Sei con me,- e le raccontò quel che era avvenuto, aggiungendo: - Ti amo sopra ogni cosa del mondo; vieni con me nel castello di mio padre, sarai la mia sposa-.
Biancaneve acconsentì e andò con lui, e furono ordinate le nozze con gran pompa e splendore.
Ma alla festa invitarono anche la perfida matrigna di Biancaneve. Indossate le sue belle vesti, ella andò allo specchio e disse:
- Da muro, specchietto, favella: nel regno chi è la più bella?
Lo specchio rispose: - Regina, la più bella qui sei tu; ma la sposa lo è molto di più.
La cattiva donna imprecò e il suo affanno era così grande che non poteva più dominarsi. Dapprima non voleva assistere alle nozze; ma non trovò pace e dovette andar a vedere la giovane regina. 
Entrando, riconobbe Biancaneve e impietrì dallo spavento e dall'orrore.
Ma sulla brace eran già pronte due pantofole di ferro: le portarono con le molle, e le deposero davanti a lei. Ed ella dovette calzare le scarpe roventi e ballare, finché cadde a terra, morta.

Biancaneve di Jachob e Wilhelm Grimm



I significati magici trapelano in modo evidente: filtri, specchio e arti magiche.

L' incantesimo della mela

Non si tratta certamente di mela avvelenata, anzi, la mela aiuta in amore, porta pace in famiglia e allontana negatività. Certo usata in modo negativo può essere usata per allontanare una coppia, per far soffrire ecc.. ma non è certo il nostro caso.

Prendere una mela e tagliarla dicendo la frase:

Mela della Dea
pentacolo di natura
io ti traggo da questo frutto
simbolo di magia
così come voglio
così è così sia!

Osservare che la mela sia perfetta coi sui 5 semini e formi un perfetto pentagramma.
Fare tanti dischetti, passarli su incenso di rosmarino, salvia e timo.Porli  in una polvere di timo e salvia adagiati in foglie di quercia, felce o melo. Lasciarli asciugare. Iniziare il tutto in luna crescente avendo cura di girarli spesso. 
Consacrarli con olio di nocciolo (per gli elementali e la conoscenza) o di mandorlo (per uso amoroso). In alternativa e per ogni scopo usare olio di olivo. 

Per consacrarli porvi sopra le mani e visualizzare l' energia che li avvolge enunciando in rima lo scopo per cui vorrete usarli.

Con l' olio tracciare un piccolo pentagramma ripetendo la richiesta e chiedendo la benedizione della Dea.

Usarli per gli addobbi dell' albero di yule e degli altari.


Incantesimo mela numero due:

Se ci sono stati litigi in famiglia fate bollire una mela con un pò di zucchero e camomilla fino a far asciugare tutto il liquido e fumigate con essa la casa.

Incantesimo mela numero tre:

Con un ramo di melo raccolto in luna nuova si può costruire la bacchetta per la pace in famiglia.
Si raccoglie un ramo di melo di circa 33 cm e si fa seccare avendo cura di tenerlo pulito dalla muffa e che non si curvi. Ripulirlo anche dalla corteccia e cartaggiarlo con la carta vetrata e decorarlo con pietre della pace e tenerezza: lapislazzuli,zaffiro,turchese,topazio.crisolite e alessandrite.. scegliete la pietra o le pietre  con le quali siete in armonia e che avete a disposizione. Con un filo di rame o argento potete applicare delle campanelle.
Si può usare a turno in casa durante una discussione: va tenuta in mano  da chi sta parlando e poi va via via passata  perchè ognuno possa dire la propria opinione con calma.

La Dea da invocare ,oltre ai soliti Lari è la romana Armonia.

A proposito di specchi.. se  si rompe:

Uno specchio che si rompe è considerato un fatto di cattivo augurio fin dai tempi dell' antica Roma.Specchiandoci noi riflettiamo la nostra immagine perciò qualsiasi crepa o deformazione è come se l' energia negativa colpisse noi.Siccome igli antichi Romani pensavano ci volessero  7 anni a guarire interamente il nostro corpo si credeva  ci volessero 7 anni a recuperare la salute,dovuta alla rottura dello specchio. Questa convizione si rafforzò ai tempi della Venezia dei Dogi ,quando gli specchi erano di incomparabile bellezza.Succedeva che qualche volt , una serva rompesse lo specchio della padrona e allora erano guai seri per la domestica che ne passava di tutti i colori.


Se capitasse a noi come potremmo trasformare il negativo in positivo?


Io conosco 3 metodi per fare ciò... 

il primo consiste  passarli tra i fumi di un incenso di olibano e salvia e poi  tenerli a bagno x 7 giorni con pirite tipo quarzo , ametista ecc .


Buttare tutto in un corso d' acqua e nel secondo caso però si tengono le pietre e si purificano, e NON ci si pensa più per non rafforzare nessuna negatività.


Oppure si può prendere un vasetto con coperchio e sopra ci si attacca uno specchietto rotondo (tipo quelli della cipria) poi dentro si mettono i frammenti si chiude e si lascia su una finestra al sole:Sarà un ottimo rimedio anti malocchio.


L' importante è non farsi prendere dal panico: certe tradizioni negative funzionano perchè si da loro forza.... trasformiamo sempre il negativo in positivo.